lunedì 17 agosto 2009

Carlsberg di Ceccano - il tempo si è fermato

Era il mese di marzo 2009, quando scrivevo della protesta davanti ai cancelli della Carlsberg di Ceccano, vicino a Frosinone. Venti operai erano rimasti da soli in difesa di un birrificio storico, capace tutt'oggi di una produzione di grande qualità. In tempi di crisi economica, l'azienda aveva ingrandito lo stabilimento di Varese, sacrificando quello di Ceccano sull'altare degli utili di borsa ad ogni costo. Il timore di una speculazione sulla vendita dei terreni e dei macchinari e la dimostrazione di scarsa sensibilità sociale, avevano alimentato la protesta di un gruppo di irriducibili. Dalla loro parte qualche apparizione di politici locali, soprattutto in vista delle elezioni provinciali.


Gli operai al picchetto sembravano non apprezzare il lavoro dei sindacalisti di fabbrica. Non speravano di ricevere molto più che vuote parole dai politici, ma erano decisi a resistere. Da un lato il candidato alla provincia del centrodestra Iannarilli prometteva un forte interessamento, dall'altro l'assessore regionale di centro sinistra Tebaldi portava il problema nelle convocazioni settimanali del "tavolo interassessorile".

venerdì 14 agosto 2009

INNSE ossia fare impresa in Italia

L'insieme della produzione di beni e servizi di un paese, è alla base della ricchezza di cui i suoi abitanti beneficiano. Per creare il benessere bisogna costantemente mantenere e sviluppare in qualità, se non proprio in quantità, la capacità produttiva.


La INNSE era e rimane un'impresa capace di produzioni meccaniche di altissimo livello. I suoi operai hanno in questi mesi dimostrato un attaccamento alla fabbrica, decisamente superiore alla semplice difesa di un posto di lavoro. Gli interessi di una realtà produttiva, che arricchisce necessariamente tutta la collettività locale e nazionale, sono stati meglio difesi dagli operai piuttosto che dagli imprenditori inizialmente coinvolti. La storia vede la INNSE nascere nell'IRI e proseguire all'interno di un gruppo privato, fino all'amministrazione controllata nel 2003. Vista la qualità dei macchinari e l'estrema specializzazione della forza lavoro, una legge ne permise nel 2006 l'acquisto da parte di un nuovo imprenditore, ad un prezzo estremamente agevolato e nell'interesse generale. L'intesa venne siglata con la Genta S.p.A., impresa di commercializzazione di grandi macchine utensili, a condizione di reinvestire e mantenere i livelli occupazionali.

domenica 9 agosto 2009

Uno scudo molto poco fiscale

Pagare meno tasse, pagarle tutti
Nella campagna elettorale delle ultime politiche, uno slogan che accomunava tutti i candidati, anteponeva il pagare meno tasse, al pagarle tutti. Curioso ordine di precedenza, decisamente più adatto ad una campagna elettorale che ad un serio discorso civile. Un’analisi basata sui luoghi comuni, porterebbe a pensare che i democratici si siano sentiti responsabili di un sistema fiscale tra i più pesanti in Europa. Per i politici del centro destra, invece, si potrebbe pensare ad una simpatia per il cosiddetto partito degli “evasori”.
La realtà è spesso meno semplice di come la si voglia descrivere con semplici battute. Alcuni degli strumenti più efficaci di lotta all’evasione sono stati inventati proprio da Tremonti, per lungo tempo numero due di Forza Italia. Sempre da quel versante inoltre, gli unici due consistenti tentativi di far rientrare capitali dall’estero, a cui si aggiunge oggi il nuovo scudo fiscale.

Gli evasori

Il dovere di pagare le tasse spetta a ciascun cittadino o ditta in ragione del reddito prodotto o delle merci e servizi scambiati. Questi soldi vanno ad alimentare le entrate che sono destinate alla gestione della cosa pubblica. Ai politici, agli amministratori dello Stato, degli enti locali e delle aziende pubbliche, il dovere di gestire il tutto in termini di efficacia, efficienza ed economicità.
Scegliere di non pagare le tasse perché si è convinti che lo Stato sprechi i nostri soldi, è sempre, e con ogni evidenza, una patetica scusa. Lo è anche prendere a pretesto la notevole complessità del sistema fiscale italiano per evadere. Il fatto che si tratti di scuse è chiaramente denunciato dall’estrema sfrontatezza degli evasori totali. Con la massima faccia tosta sfidano ed offendono le persone rette, che a costo di non pochi sacrifici danno il loro contributo anche per loro.
Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate, braccio operativo del ministero delle finanze, ha messo a punto metodologie sempre più perfezionate per scovare gli evasori, mediante incrocio tra dati anche diversissimi. Per questo è sempre più difficile nascondere i capitali. Di conseguenza torna di moda l’esportazione dei soldi all’estero. Sono questi gli stessi capitali che il governo in carica vorrebbe riportare in patria, con il nuovo scudo fiscale.

domenica 2 agosto 2009

Il deserto che avanza

Generalmente chi si accorge che parte del proprio giardino secca e muore, si preoccupa molto. Chi non avesse un giardino proverebbe la stessa sensazione vedendo inaridire il parco cittadino, od i giardinetti sotto casa. Tutti avrebbero la sensazione di essere colpiti dalla desertificazione in maniera diretta. Si attiverebbero irrigando, cercando di salvare quello che rimane e di recuperare quanto perso. Alcuni si renderebbero subito conto che salvare il proprio spazio verde ha un costo. L'acqua si paga ed a volte non è possibile utilizzare quella dell'acquedotto
per irrigare. Sollevare l'acqua da un pozzo, comporta un alto costo di corrente per le pompe. Dopo aver visto la spesa del far venire un’autobotte per irrigare, ci si informerebbe subito su quella di una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana. Pochi non prenderebbero in considerazione l’utilizzo di un sistema di irrigazione goccia a goccia, per non sprecare il prezioso liquido. Nel frattempo si farebbe
caso a tutta una serie di fattori utili a mantenere un sostanziale equilibrio “ecologico” ed uno stile di vita “ecosostenibile”. Si chiuderebbe il rubinetto mentre ci si insapona o ci si lavano i denti, si farebbe maggiore uso della lavastoviglie a piano carico, si farebbero docce igienicamente valide ma meno lunghe. Insomma si metterebbe un po più di cura e di attenzione, sapendo che quello che si usa alla fine si deve pagare e che quello che si spreca, è sempre difficile da rinnovare.

Poco tempo fa ho visto una foto della Terra che mi ha fatto la stessa terribile sensazione del vedere un ipotetico giardino di casa mezzo secco. Si tratta dell'immagine ripresa da un satellite della NASA che mostra l'indice
di vegetazione globale (in inglese NDVI o Normal Differenze Vegetation Index). Si tratta forse del miglior esempio, di come una singola immagine valga più di mille parole. Schiere di ecologisti, centinaia di trasmissioni televisive, appelli di premi Nobel, non riuscirebbero a colpire maggiormente l'immaginazione di chi guardi per qualche secondo quella foto della nostra Terra. Essa appare vulnerabile ed avviata verso un destino che la porterà un giorno ad assomigliare a Marte. L'estensione dei deserti e la poca superficie complessivamente destinata, da un lato alle colture e dall'altro alle foreste, mostrano che il nostro giardino privato è già oggi fortemente danneggiato.Non voglio dimostrare cose su cui persino i migliori ambientalisti sono in disaccordo, ma mi chiedo se stiamo veramente mettendo cura ed attenzione, nel cercare di porre i giusti rimedi alla sorte del nostro pianeta. Dalla foto sembra che la Terra sia fortemente aggredita. Solo poche zone appaiono verdi e vitali, mentre le estensioni dei deserti appaiono troppo ampie. Come per magia capiamo subito che imboccare la strada del risparmio energetico, del solare e dell'eolico, lavorare per salvaguardare la terra coltivabile, crescere le nuove generazioni nel rispetto dell'ambiente, devono essere priorità assolute e non mode elettorali. Nessuna politica di medio respiro può evitare di fare i conti con la prossima penuria di cereali, a cui il mon
do si sta già preparando, con la scarsità dell'acqua, e con i problemi sociali che ne deriveranno su scala globale.L’Italia, terra del sole, del vento e grande produttore idroelettrico, non deve solo dare l’esempio ma anche cogliere l’occasione di diventare un paese leader nelle energie alternative e nello sviluppo sostenibile. Non significa rinunciare ad un nucleare probabilmente necessario, ma approfittare di una posizione straordinaria, per diventare punto di riferimento in settori tecnologici strategici per lo sviluppo mondiale. L’Italia ha molto da insegnare a paesi ben più potenti e più ricchi che stanno imboccando la strada dello sviluppo sostenibile. Lo dimostra l’America di Obama pronta a sposare una Fiat capace di produrre auto che consumano la metà dei modelli tradizionali di quel paese. Lo dimostra una dieta ecologicamente vantaggiosa che prevede un forte uso diretto di cereali come pasta e pane.

Stati uniti, Canada e Gran Bretagna ad esempio li consumano indirettamente, sotto forma di carne , latte e uova derivanti da bestiame alimentato da cereali. Per nutrire un americano servono molti più cereali che per un italiano e, per questo, si sfruttano i suoli in modo maggiormente intensivo. Lo stile alimentare Italiano si può fondere con una forte tradizione tecnologica, oggi assopita, per ridare sviluppo anche a parti rilevanti dell’economia del Paese. In questi giorni sui quotidiani si legge del grande incremento di nuove aziende operanti nelle energie alternative. Nessuno però sa dire se si tratta o meno dei vecchi idraulici che si riciclano come installatori ad esempio di pannelli fotovoltaici prodotti in Germania. Nessuno pare prendere sul serio questa straordinaria possibilità di sviluppo. Non può e non deve finire così. Dobbiamo proporre politiche volte ad agevolare soprattutto la ricerca e la produzione in Italia di tecnologia solare ed eolica. Abbiamo perso il treno dell’elettronica, dell’informatica e dei cellulari. Adesso dobbiamo guidare noi il treno delle nuove tecnologie ecologiche di cui i paesi emergenti e quelli più potenti del mondo si apprestano a fare grande uso.

LINK:
Le Scienze Giugno 2009 "Guarda che Terra!" (da cui è tratta la foto della Terra)
L'Italia di Oggi Blog (da cui è tratta la foto di Obama)

lunedì 27 luglio 2009

il libero arbitrio nella scelta del biotestamento

Oggi 27 luglio 2009, la rassegna stampa di Palazzo Chigi riporta un articolo de Il Messaggero (LINK) in cui Gianni Alemanno, tra considerazioni di diverso tipo, si dice convinto che la legge uscita dal Senato sul testamento biologico non debba essere modificata. Il Sindaco di Roma, con una mossa che intende forse distinguerlo da Gianfranco Fini, pensa che se il Governo riuscirà a farla approvare definitivamente, sarà il fatto costitutivo del Pdl, superiore a qualsiasi altro elemento.

Sul tema del biotestamento, molto caldo ai tempi della vicenda di Eluana Englaro, neppure un quotidiano tradizionalmente mite come La Stampa, riesce a mantenere toni pacati. Nell'articolo di martedì 14 luglio a pagina 12 (LINK), si parla di "Battaglia sul biotestamento", di "centro della bufera", di testo anti-eutanasia "che spacca trasversalmente le forze politiche tra laici e cattolici".

venerdì 24 luglio 2009

E' vero o no...


Antonio Di Pietro è un irruente leone della politica italiana. Sanguigno e verace come solo i veri molisani sanno esserlo, ha avuto poco tempo nella sua turbinosa vita, di affinare i suoi modi tra i rasi ed i velluti dei palazzi romani. Capita quindi che sempre più spesso qualche suo ruggito arruffi i capelli o scomponga le vesti anche di personaggi molto importanti.
In questi giorni ha portato la sua protesta fin sotto le finestre del Presidente Giorgio Napolitano, imputandogli personalmente di non aver svolto appieno le sue funzioni nella promulgazione del decreto legge sulla sicurezza. Come stabilisce l'art.74 della Costituzione, il Presidente della Repubblica firma le leggi e gli atti aventi forza di legge, per attribuirgli efficacia. Questa firma, detta promulgazione, costituisce una forma di controllo di legittimità e di merito. Il Presidente può però rinviare il testo alle Camere per una nuova deliberazione. Se le Camere riapprovassero nuovamente la Legge, questa dovrebbe essere obbligatoriamente promulgata.

giovedì 23 luglio 2009

DL anticrisi in Parlamento

Commento al pezzo "DL anticrisi, discussione chiusa in anticipo" pubblicato sull'edizione online del Corriere della Sera il 23 luglio 2009 (LINK al pezzo):

E' la più bella realizzazione di questo popolo a tratti indisciplinato, passionale ma certamente amante della libertà: la Repubblica Italiana. Essa, attraverso uomini della cui statura abbiamo oggi solo un pallido ricordo, si è data delle regole. Sono quest'ultime la garanzia dei deboli contro i forti, l'assicurazione della democrazia, la speranza per i giovani. Ma quando assistiamo da anni alla scorretta farcitura dei Decreti Legge per riempirli con una pletora di provvedimenti diversi, uccidiamo queste regole. Vizio che ritroviamo sempre anche nelle Leggi finanziarie. Ma di questi tempi si può anche sospettare che i politici la loro forza e potenza preferiscano spenderla altrove che non nel corretto esercizio del loro alto ruolo. Da Edoardo Capulli (di LEXCIVILIS il Blog)

Servizio Civile 2009: scadenza il 27 luglio


Come tutti gli anni, nel mese di luglio va in scadenza il bando per l'iscrizione al Servizio Civile Nazionale. Quest'anno la scadenza è posta alle 14 del prossimo 27 luglio. LEXCIVILIS ha affrontato dettagliatamente quest'opportunità offerta ai giovani interessati a fare un'importante esperienza a servizio del paese. L'interesse, specie in questi tempi di crisi, può ben nascere da un profondo senso civico, come pure dal desiderio di non rimanere parcheggiati in attesa di un lavoro che tarda a rendersi disponibile.
In tutti i casi vi è però l'entusiasmo tipico dei giovani che l'assoluta volontarietà dell'iscrizione fa emergere, in qualche caso molto più spontaneamente, rispetto ai tempi nella leva obbligatoria.

Le informazioni pratiche su cosa sia oggi il Servizio Civile Nazionale, che obblighi comporti, quale trattamento economico e giuridico preveda e che esperienze si prefigga di affrontare, sono già contenute nel pezzo scritto il 5 luglio 2008 (LINK al posto del 55/07/2008).

domenica 21 giugno 2009

Ma le Province non dovevano sparire?

Prima delle passate elezioni di giugno 2009 alcune testate giornalistiche pubblicizzavano l'idea di non andare a votare per le province perché non servono. Questa cosa non mi è piaciuta, pur essendo convinto che questi enti sono inutili e forse per questo "dannosi". Dal mio punto di vista, le province sono inutili perché le poche attività originali che si trovano a dover gestire, possono essere svolte meglio dalle regioni o dai comuni. Tuttavia fino a quando non si farà una vera riassegnazione dei loro compiti ad altri enti, non potranno essere abolite. Tenuto conto di questi fatti, l'idea del "non voto" di protesta sembra contraria al senso civile che deve animare tutti i cittadini di buona volontà. La campagna portata avanti ad esempio dal magazine Libero di Feltri, sembra quindi più una via di mezzo tra una pubblicità gratuita alla testata ed un maldestro tentativo di distogliere l'elettorato della parte avversa dalla presenza ai seggi.

Ricordo che prima della passate elezioni politiche del 2008, tutte le forze politiche proponevano di abolire le province. Nel centro sinistra questa idea era legata all'abbozzata riforma delle autonomia locali. Nella coalizione vincente veniva invece portata avanti con cautela, per la forte radicazione della Lega proprio in questi enti nel nord. Dopo solo un anno però tutti si sono scordati di questi propositi. Quella che allora veniva presentata come una fondamentale azione di razionalizzazione e di risparmio della spesa pubblica, è stata del tutto trascurata dopo. Da un lato i perdenti lanciano strali e fanno propositi di riconquistare le province perse, dall'altro i vincenti festeggiano. Fedele alla mia testardaggine, io cittadino italiano qualunque, voglio però capire bene se questi enti servano o no.

giovedì 11 giugno 2009

www.lexcivilis.it

Da oggi è attivo il nuovo dominio LEXCIVILIS.IT. Scrivendo www.lexcivilis.it sul vostro browser, si accede immediatamente al dominio.

Edoardo Capulli

giovedì 4 giugno 2009

LEXCIVILIS: speciale elezioni 2009!

Le elezioni sono certamente un bel momento per fare promesse e programmi, insomma per guardare avanti con una serie di "buoni propositi". Tuttavia rappresentano uno dei pochissimi momenti della vita di tutti noi, "democratici", in cui guardare all'indietro ci permette di non inciampare. Non si deve dimenticare, quindi, che sono anche tempo di bilanci. Per questo qui sotto aggiungo un collegamento alla selezione di tutti i pezzi di LEXCIVILIS che parlano di elezioni, fin dalla nascita nel 2007. E' divertente sfogliare articoli di un'Italia che sembra non esistere più, sepolta sotto gli strati geologici di un passato lontano.


Leggerli od anche solo sfogliarli è divertente. Buona lettura e sopratutto, ricordatevi di andare a votare! Se non potete fare una scelta fotemente gradita, sforzatevi di fare almeno quella meno sgradita. Lo dobbiamo a chi nel passato ha dato la sua vita per farci diventare tutti "democratici" ossia cittadini con il diritto di voto, in un paese libero.


lunedì 1 giugno 2009

Parlamento Europeo: presenti ed assenti!

Con una NEWS del 15 maggio, l'Ufficio di informazione del Parlamento europeo per l'Italia, spiega che sono state pubblicate le schede riassuntive delle attività e delle presenze degli Eurodeputati attualmente in carica. Oggi le presenze sono relative solamente alle sedute plenarie. Prossimamente saranno consultabili anche quelle delle riunioni di commissione.

PRESENZE ED ATTIVITA' EURODEPUTATI ITALIANI (clicca sulla scitta)

Andando al collegamento "Vai alle schede degli eurodeputati italiani" (LINK), si accede ad una pagina in cui si possono effettuare ricerche per circoscrizione elettorale (centro pagina) o nominative (sinistra). Io sono andato a mettere a confronto l'astronauta Umberto Guidoni con la cantante Iva Zanicchi. E' certamente più cantante l'ex conduttrice di "OK il prezzo è giusto"! Forse Guidoni, abituato a lavorare sulle navicelle spaziali, non ha proprio l'abitudine di allontanarsi dal suo posto. Buona lettura.