
giovedì 27 agosto 2009
La lotta dei lavoratori contro i licenziamenti

venerdì 21 agosto 2009
Aziende in crisi e proteste dei lavoratori

lunedì 17 agosto 2009
Carlsberg di Ceccano - il tempo si è fermato
venerdì 14 agosto 2009
INNSE ossia fare impresa in Italia

mercoledì 11 marzo 2009
La Carlsberg di Ceccano e gli operai che “non servono” più
audiopost LEXCIVILIS
domenica 8 marzo 2009
Lettera degli operai della Carlsberg di Ceccano all'assessore regionale
Ceccano 8 marzo 2009
Dott.ssa Tibaldi,
Con la presente, le maestranze della Carlsberg Italia di Ceccano (Fr) vogliono ringraziarla per l’impegno fin qui profuso alla nostra causa di disagio che proviamo non solo per il rischio (sempre più concreto) della perdita del lavoro, ma per la dignità di cui ci sentiamo defraudati come uomini, madri e padri.
Le istituzioni sembrano aver compreso che questa situazione della Carlsberg di Ceccano ha poco a che fare con una crisi di così grande proporzione, bensì trattasi di una sensibile mancanza di lungimiranza del gruppo Carlsberg. Infatti il nostro sito altamente qualificato ha contribuito alla forte immagine “Carlsberg”, producendo un prodotto riconosciuto a livello europeo dalla Carlsberg Italia stessa. Negli ultimi cinque anni infatti, le accise sulla birra sono aumentate di circa il 60%, causando ai produttori italiani una riduzione dei propri margini di guadagno e consentendo così l’ingresso di prodotti stranieri a prezzi altamente concorrenziali. Le chiediamo accoratamente di farci da portavoce affinché le richieste fatte ai vari esponenti politici, ci conducano ad un tavolo ministeriale, che affronti non solo il problema degli ammortizzatori sociali più efficaci e straordinari come questa crisi richiede, ma di trovare una soluzione industriale che ci consenta di recuperare la nostra dignità. Ciò potrebbe favorire un eventuale vendita concedendo a chi ne fosse interessato di vedersi sgravare di alcuni oneri fiscali, inserendo Ceccano nella “zona franca” essendo Ceccano stessa polo industriale di Frosinone. Tale richiesta vorremmo la rammendasse al presidente Marrazzo al quale l’abbiamo già presentata, in occasione della sua venuta a Ceccano nei giorni scorsi. Certi del suo personale interessamento le rinnoviamo la nostra stima e gratitudine anche per essere qui oggi.
I dipendenti Carlsberg di Ceccano
giovedì 5 marzo 2009
Il massimo profitto di pochi...
venerdì 4 luglio 2008
Doppio lavoro in nero
Oggi voglio scrivere di un tema dibattuto in modo molto superficiale, o usato da molti come una bandiera: quello degli stipendi bassi. Ci sono moltissime famiglie in Italia, magari con un paio di figli che vanno avanti nominalmente con un solo reddito intorno agli € 1.100,00 netti mensili. Faccio subito un esempio: F. lavora in una scuola come assistente tecnico ma il suo magro stipendio non basta per vivere decorosamente con sua moglie e i due figli. F. non si risparmia sul lavoro, si dimostra volenteroso e pieno d’iniziativa: "Mani d'oro" lo chiamano i colleghi. La sua buona volontà non può conquistargli riconoscimenti in un posto pubblico, dove i premi sono sempre a pioggia e non si incentivano i meritevoli, spesso additati come "poveri fessi". F. non se ne preoccupa e continua a lavorare con impegno. E’ vero che così facendo evade le tasse, eppure non si può negare che è difficile per lui, se non impossibile, raggiungere in altro modo una retribuzione più adeguata alle giuste esigenze della sua famiglia. Per un dipendente pubblico, la possibilità di fare un secondo lavoro passa attraverso le forche caudine di regole molto restrittive e necessita infine dell'autorizzazione del dirigente. F. potrebbe fare un secondo lavoro solo se passasse ad un part-time al 50% nella scuola dove è impiegato, ottenendo anche il permesso dal segretario.
Non dobbiamo nasconderci però che se chiediamo a F. di rientrare nei canoni della Legge, dobbiamo avere anche il coraggio di dirgli di rinunciare a stare in campeggio d'estate con i suoi figli, di non portarli dall'odontotecnico per raddrizzare i denti, di evitare di fargli fare sport il pomeriggio. Dobbiamo fargli capire che non può più continuare a costruire la casa per loro nel terreno lasciatogli dai genitori. Non potrà più fare tante di quelle cose che può permettersi solo avendo una doppia retribuzione.
Con tutto questo non voglio e posso giustificare il fatto che F. evade le tasse per quanto guadagna con il secondo lavoro ed opera senza curarsi di tutti quegli accorgimenti di cui sarebbe tenuto a dotarsi, se agisse alla luce del sole. Trattandosi per l’appunto di un “secondo lavoro”, per di più svolto in forma individuale, F. non ha modo di sviluppare la sua attività ad un livello tale da renderla redditizia se svolta nel rispetto delle norme fiscali, previdenziali e di sicurezza.
Gli elementi della situazione sono alla fine questi:
- F. guadagna con il suo primo lavoro troppo poco per fare campare la sua famiglia;
- Il datore di lavoro pubblico non è capace di valorizzare economicamente F. come persona meritevole;
- F. è costretto a fare un doppio lavoro non autorizzato e di nascosto, senza garanzie per la sua sicurezza ed evadendo le tasse;
- F. così facendo danneggia le ditte ed i professionisti che operano in maniera corretta nel settore del suo doppio lavoro;
- F. non concorre nella misura della sua reale capacità contributiva alla società nel suo complesso, sottraendo risorse al fisco ed alla previdenza;
Ora facciamo tutti mente locale e cerchiamo di ricordarci quanti signori F. abbiamo incontrato nella nostra vita. Quante volte ci siamo avvalsi di loro per fare dei lavori in casa, per sistemare una soffitta o per tinteggiare le nostre stanze?
Il ministro Brunetta vuole dare la possibilità ai dipendenti pubblici di prendersi un anno di aspettativa non retribuita per cercare di mettersi in proprio. Spero che da buon economista, quale egli è, affronti presto e bene anche il tema del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici in termini di valorizzazione reale del merito. La soluzione al problema del lavoro nero di F. deve passare per una retribuzione più alta ed un sistema premiante che gli permetta di esprimere le sue capacità per la scuola dove lavora. Inoltre, se ancora necessitasse di fare un secondo lavoro, credo ci si debba sforzare di creare condizioni fiscali e previdenziali che salvaguardino le aziende che operano correttamente permettendo a persone come F. di ricavare legalmente un’ulteriore fetta di reddito.
La Legge torni al servizio di F. e dei cittadini. A quel punto, date a tutti le corrette opportunità, è giusto che lo Stato non esiti a far rispettare una legge veramente eguale per tutti.
martedì 24 giugno 2008
Lavoro, strada ed effetti collaterali
Il sei giugno ho ascoltato nella rubrica "Lettere a Radio24" una lettera di un ascoltatore che raccontava la tragedia del suocero toltosi la vita dopo il ritiro della patente.
Bella la risposta del direttore di Radio24, Giancarlo Santalmassi che si dichiarava colpevole lui stesso della morte dei guidatori suicidi. La colpa in sostanza era quella di non aver dato con continuità la giusta informazione agli ascoltatori su quali rischi si corrano, anche sotto il profilo giudiziario, nel guidare in stato di ebbrezza. Santalmassi ha anche legato, con delicatezza, la lettera dell'ascoltatore a quella oramai famosa su internet chiamata "lettera di una ragazza morente" (LINK al testo - LINK all'audio mp3).Troppo spesso siamo colpevolmente superficiali sotto questo aspetto. E' dimostrato con certezza che anche poco alcool provoca un ritardo nei tempi di risposta agli imprevisti ed acuisce oltre misura il nostro senso di sicurezza. Una miscela di effetti deleteria per affrontare senza la necessaria prudenza ed a riflessi rallentati, la guida di un mezzo stradale che può trasformarsi in una macchina di morte. Quando diciamo che un paio di bicchieri di vino non facciano molto, pensiamo a cosa proveremmo sapendo la nostra figlioletta, od un nostro consanguineo, morti sull'asfalto a causa di chi sostanzialmente è solamente superficiale come noi.
Il discorso ha chiari connotati di civiltà e credo che il nesso sia chiaro se pensiamo alla grande maggioranza dei concittadini europei, come ad esempio tedeschi ed inglesi che, quando escono in gruppo a mangiare e bere, lasciano completamente sobrio uno del gruppo, con la mansione di autista. A loro confronto siamo un branco di selvaggi, immaturi ed incivili barbari.
Chiunque faccia sport con continuità (cosa rara in un popolo di lordoni come il nostro) sa bene che anche un solo bicchiere di vino cambia sensibilmente i nostri riflessi. Provate a far bere anche poco un maestro di tennis per vedere subito dopo quante palle mancherà completamente: rimarrete impressionati !
Quindi chi si ostina a pensare di poter controllare il suo corpo e bolla come esagerate le norme sulla guida in stato di ebbrezza è decisamente un individuo immaturo e superficiale. Io ho scelto di non bere o mangiare qualsiasi cosa contenga alcool, prima di mettermi alla guida di un mezzo. Preferisco una autolimitazione assoluta ad una davvero poco gratificante concessione di un solo bicchierino di birra o di vino. Quindi addio alla bevanda di bacco nelle cene fuori casa, come pure al grappino od al limoncello solitamente offerto alla fine di queste. Mi consola il fatto che con mia moglie almeno potremo fare a turno, questo piccolo ma necessario sacrificio. Scelgo di fare tutta la mia parte per non diventare un potenziale pericolo e mi sento per questo più coerente ed un poco più civile.
Tasso alcolemico | Sanzione |
| tra 0,5 g/l a 0,8 g/l | ammenda da 500 a 2.000 euro. Sospensione della patente da 3 a 6 mesi. |
| tra 0,8 e 1,5g/l | ammenda da 800 a 3.200 euro e arresto fino a 6 mesi. Sospensione della patente per un periodo di tempo compreso fra 6 mesi e 1 anno. |
| oltre 1,5 g/l | ammenda tra 1.500 e 6.000 euro e arresto da tre mesi ad 1 anno. Sospensione della patente da 1 a 2 anni. Confisca del veicolo con la sentenza di condanna. |
Visto che siamo comunque un paese di furbetti ecco cosa accade a chi pensasse di rifiutarsi di misurare il tasso alcolemico commettendo un illecito penale:
a) arresto da tre mesi ad un anno
b) ammenda da 1.500 a 6.000 euro
c) sospensione della patente pEcco la tabella della Polizia di Stato sul tasso alcolemico (LINK al sito)er un periodo da 6 mesi a 2 anni e la revoca nel caso in cui il conducente sia stato condannato per il medesimo reato nei due anni precedenti
d) fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni se il veicolo appartiene alla stessa persona responsabile dell'illecito.Ce n'è per fare tutti un serio ragionamento. Quindi pensiamoci bene prima di metterci alla guida dell'auto e non troviamo argomenti come "allora che dire dell'uso del cellulare" od ancora "e quelle donne che si truccano in auto" od altre scuse per non fare il nostro dovere. Soprattutto non disperiamoci dopo che la polizia stradale ci ha giustamente puniti: lo sapevamo bene e ce lo saremmo meritati.
lunedì 9 giugno 2008
Alti e bassi: i fannulloni ed il ministro
Dobbiamo capire se nella pubblica amministrazione trovano rifugio, meglio che nelle imprese private, i cosiddetti fannulloni. Parlo di quei dipendenti che invece di lavorare si imboscano o che comunque ci "danno di piatto". Voglio fare qualche esempio di casi reali e concreti dei quali mi è giunta voce direttamente:2) la signora che per un capriccio del destino si trova a prendersi un giorno di malattia guarda caso sempre nei giorni in cui ha il rientro pomeridiano;
3) la signora del punto 1) o quella del punto 2) che non riuscendo ad evadere tutto il lavoro riescono a farsi autorizzare sempre le ore di straordinario;
4) la signora che entra al lavoro alle 8:20 e segna 8:00, tutti i giorni, anche quando la flessibilità di orario dice dalle di entrare dalle 8:00 alle 8:15;
5) il dirigente che non controlla mai, ma proprio mai, quando effettivamente entrano al lavoro i dipendenti, magari facendosi una stampa delle timbrate o ritirando il registro delle firme tutti i giorni alle 8:15 in punto;
6) la signora che dopo aver timbrato, esce a prendersi un caffè e dato che il fruttivendolo è li vicino fa la spesa; siccome poi i pacchi pesano, prende la macchina; dato che non è a piedi, fa un salto al supermercato e tornando a casa non scorda il pane e la carne: il tutto senza timbrare l'uscita;
7) il dipendente che per non sciuparsi tutte le ferie si prende un po di giorni di malattia per fare i lavori a casa od in campagna;
8) il dirigente che non controlla che le persone che deve gestire lavorino tutte e bene;
9) la signora che siccome ha i figli lontani all'università va tranquillamente a fargli da cameriera prendendosi serenamente qualche giorno di malattia verso il fine settimana.
In tutti questi casi trovo sinceramente che il termine fannulloni sia addirittura troppo blando. Sarebbe in molti casi più corretto dire birbaccioni. Se uno infatti decide di fingersi in malattia, è chiaro il suo disegno di rubare lo stipendio, di dichiarare il falso, di danneggiare la sua amministrazione, il tutto per i suoi comodi. Nel pubblico impiego questi soggetti sono percentualmente tra il doppio ed il triplo che nel settore privato. Ma se in quest'ultimo il problema è del loro datore di lavoro che ha pure qualche strumento a mio avviso inefficiente per rimediare, nel pubblico il problema è di tutti noi.
Il Prof. Renato Brunetta, appena nominato neo ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, ha esordito con un entusiasmo quasi incontenibile, suonando la carica contro i fannulloni. La stampa e la televisione, perlomeno, hanno voluto dare l'accento proprio su questo punto. L'immagine arrivata dai media non è quella classica di un ministro che in modo molto istituzionale attacca con le consuete lodi alla grande professionalità ed allo spirito di abnegazione dei dipendenti, bla bla bla ... per poi accennare con cipiglio che certo bisogna instaurare meccanismi premianti per i buoni ma anche porsi l'obiettivo di migliorare la produttività, bla bla bla. L'immagine è sembrata piuttosto quella di un medico che ti parla subito della malattia senza doverti prima elencare necessariamente tutti gli organi che ancora funzionano.
Mi sembra che a parte i fannulloni chiamati in causa e qualche sindacato, questo esordio non abbia veramente preoccupato né indignato nessuno. Tuttavia il 5 giugno il deputato Furio Colombo, noto per i notevoli trascorsi giornalistici e politici, insieme ad alcuni parlamentari dell'opposizione, presentando il nuovo blog "Piazza del dissenso" (dal 9 giugno 2008 su www.micromega.net), ha dato mostra di pensarla diversamente. Scartato forse troppo sgarbatamente dalle primarie per il Partito Democratico e forse in cerca di un suo spazio sul palcoscenico politico, Furio Colombo ha rinfacciato a Brunetta proprio il fatto di non essersi comportato come un tranquillizzante ministro dei bei tempi andati. Nella foga oratoria, il deputato giornalista si è lasciato andare fino a definire l'economista del Popolo delle Libertà, mini-ministro:
"L'idea che arriva un ministro, che per prima cosa minaccia di espellere i medici di trovare i fannulloni, di licenziare e che lancia fulmini saette e maledizioni sul settore che gli è stato affidato, perché di solito ministro del ..., vuol di re prendersi cura di ... . Non si è mai visto un ministro della Forza armate, un ministro della Difesa che per prima cosa dice - adesso facciamo piazza pulita del generali, oppure dei soldati -. Di solito dice - ho fiducia nelle Forze armate, perché sono una garanzia della democrazia - e così via. Tipicamente, per quanti progetti di riforme abbia, un ministro è un "taking care of", è un qualcuno che viene per prendersi cura di. Qui abbiamo questa comica finale del mini-ministro, il quale si scatena nei confronti del fannullone. Ed è chiaro che il fannullone, siccome è vittima designata, è chiaro che sarà trovato". (trascritto dal filmato originale LINK).Penso che Furio Colombo ci sia rimasto male per primo per la squallida battuta, e che le scuse che poi ha presentato siano lo specchio di un sincero dispiacere. Stessa cosa per il ministro Brunetta che probabilmente si è dimostrato nell'impulsività, della stessa pasta del suo critico, lanciandosi in considerazioni di dubbio gusto. Speriamo che la smettano di farsi battute reciprocamente, anche perché entrambi presentano materia per un lunghissimo scambio di simili piacevolezze.
La cosa che mi sorprende è il pessimismo di Colombo il quale pensa che la battaglia contro i veri fannulloni sia persa in partenza, tanto da paventare con argomenti a mio avviso privi di qualsiasi logica, una caccia alle streghe. Dice in sostanza che siccome qualcuno bisognerà pur licenziarlo, la norma sui fannulloni darà il pretesto ai dirigenti per liberarsi degli elementi a loro scomodi.
Allora una proposta forte: dato che anche la saggezza popolare ci ricorda che "la padella si prende dal manico", iniziamo la caccia ai fannulloni a partire proprio dai dirigenti. Se un ufficio non funziona la colpa principale è proprio di quest'ultimi che hanno come scopo principale del loro incarico proprio il far ben lavorare i sottoposti. Ma smettiamola, per piacere, di pensare che un ministro debba essere un papà buono e basta: come tale deve in primo luogo rispondere dell'efficienza della Pubblica amministrazione a tutti gli italiani, non tutelare corporativamente i suoi dipendenti. Basta con questi paternalismi ed avanti con un pizzico di sano pragmatismo.
lunedì 24 marzo 2008
Buona Pasqua
Questa settimana l'esperienza di un mio nipote che ha trovato il suo primo lavoro mi ha confermato che l'idea di fare Lexcivilis non sia da buttare.
Mio nipote L., neo-ingegnere ambientale, ha passato qualche settimana in inutili colloqui di lavoro dove, quando non lo guardavano quasi con disgusto per non essere ingegnere civile, gli offrivano una vaga promessa di richiamarlo per un posto da ultimissima ruota del carro in prova. Suoi amici più grandi che lavorano da circa due anni, non guadagnano netti al mese neppure mille euro ed hanno poche possibilità di migliorare velocemente. Lui allora ha cercato lavoro a Londra, trovandolo dopo neppure una settimana. Tutti i colloqui londinesi finivano con i complimenti per la scelta ambientale ed alla fine è stato assunto da una grossa compagnia che fa pali per fondamenta: guadagna quasi il doppio del suo amico in Italia, ha un'auto aziendale, lavora in un ambiente molto dinamico e pieno di prospettive.
Che tristezza questa Italia !
