giovedì 5 marzo 2009
Il massimo profitto di pochi...
La ricerca del massimo profitto per pochi, a volte getta nella disperazione i molti. Nel crudele ma necessario gioco di un'economia limitata unicamente dal mercato, si può forse accettare che di fronte alla prova di perdite imminenti, si possa chiudere un'attività. Gli operai e le loro famiglie, pur trovandosi sulla strada, lo capirebbero.
Ma se a far chiudere un'azienda produttiva, c'è solamente la previsione di una contrazione degli utili, allora le cose cambiano. Qui il gioco diventa serio e crudele. Le persone che vengono licenziate sono cittadini. Sono l'ossatura di quello Stato di diritto che garantisce alla stessa azienda di poter operare in un ambito di garanzie. Sono gli azionisti dello Stato.
Può quindi la sola ricerca del massimo profitto, comportare la rovina per tante famiglie? E' giusto che lo Stato non preveda vie di uscita che garantiscano a sua volta i suoi cittadini-azionisti? E' una possibilità compatibile, ad esempio, con il Codice etico o con la Carta dei valori di Confindustria?
Mi chiedo queste cose mentre osservo quanto accade in molti siti produttivi italiani. Viaggiando in macchina, vedo continuamente picchetti di operati davanti ai cancelli delle fabbriche. Chi si fermasse qualche minuto a parlare con loro, potrebbe sentire le loro ragioni. Scoprirebbe che sono persone miti, rassegnate e preoccupate per la loro vita. Accanto a loro qualche telecamera puntata sul politico di turno. Per loro nessun aiuto concreto e risolutivo. Non dobbiamo delegare del tutto la solidarietà allo Stato. Facciamolo pure per quella economica, chiamata Cassa integrazione o Mobilità. Ma quella morale ed umana deve passare attraverso ogni singolo cittadino.
Vorrei dire a tutti di fermarsi almeno una volta presso questi picchetti e parlare con i loro concittadini operai. E' un bel gesto che domani qualcuno potrebbe vedersi restituito. Sono anche convinto che se tutte o quasi le persone si fermassero davanti ad un picchetto, l'attenzione delle istituzioni e delle stesse aziende sarebbe ben diversa. La solidarietà vera, quella dell'Uomo verso l'Uomo, è una forza che muove le montagne.
Io lo sto facendo con gli operai della Carlsberg di Ceccano, vicino a Frosinone. Settanta famiglie attendono a settembre la chiusura definitiva della fabbrica di birra. Sto studiando, preparandomi a scrivere ed a fare qualche cosa per loro. Così facendo aiuto anche me. Spero di diventare infatti una persona ed un cittadino migliore: scusate se è poco. Coraggio amici della Carlsberg!
Edoardo Capulli
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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli