domenica 29 marzo 2009

Libero arbitrio o Testamento biologico

Se potessimo vedere su di un grafico il numero di volte in cui il  termine "libertà" è stato pronunciato nella storia, vedremmo una lunga linea retta vicino allo zero, seguita da una costante salita a partire dal diciottesimo secolo. Chiaramente è difficile distinguere tra l'uso e l'abuso del termine. Spesso questo è stato usato come paravento ideologico od in modo contrario al significato condiviso dai più. E' sempre positivo però il fatto che se ne parli. Citata ben ventidue volte nella "Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo" e tredici nella Costituzione Italiana, la parola libertà è musica per le orecchie di chi ha a cuore il progresso civile dell'umanità.
Oggi in Italia questa parola è fortemente alla ribalta. La parte più rilevante dell'attuale maggioranza la mette in bella mostra nel nome del nuovo partito. La parte più progressista dell'opposizione si appella ad essa, proprio per contrastare il progetto di legge della maggioranza sul testamento biologico. Da libero pensatore razionale e laico ho mille argomenti per discutere queste posizioni. Tuttavia voglio portare argomenti più vicini alla cultura a cui maldestramente ed opportunisticamente si ispirano alcuni leader della maggioranza. Userò parole, non selezionate ad arte, di un Papa, perchè ritengo che spesso sia proprio da quel fronte che vengono alcuni contributi presi a pretesto per politiche non del tutto aperte alla libertà dei cittadini. Faccio quindi riemerge dal passato le parole di un uomo illuminato, grande amico di Aldo Moro e pontefice di Roma, con il nome di Paolo VI. Estraggo per questo alcune frasi dall'udienza generale di mercoledì 5 febbraio 1969, che potete trovare sul sito www.vatican.va.

Si fa oggi, come tutti sanno, molto parlare di libertà. È questo un nome che risuona dovunque si discuta dell’uomo, della sua natura, della sua storia, della sua attività, del suo diritto, del suo sviluppo. L’uomo è un essere in crescita, in movimento, in divenire; la libertà gli è necessaria. Guardando più addentro nell’essere umano, si vede che l’uomo, nell’uso delle sue facoltà spirituali, mentre è determinato dalla tendenza al bene in generale, non è determinato da alcun bene particolare; è lui stesso che si autodetermina; e chiamiamo libertà il potere che la volontà dell’uomo ha di agire senza essere costretta, né internamente, né esteriormente. E si è visto che questo libero arbitrio è così proprio dell’uomo da costituire la sua nota specificante, da fondare il titolo primo della sua dignità personale, e da conferirgli l’impronta caratteristica della sua somiglianza con Dio. 
... omissis ... 
Libertà e autorità sono tanto spesso apparsi termini antitetici. Anche ai nostri giorni la soluzione di questa antitesi pone problemi gravi, sia nel campo pedagogico, che domestico, o sociale e politico; ed anche in quello ecclesiastico. 
... omissis ... 
Non potremo progredire nella vita cristiana, né in quella ecclesiale, se non avremo progredito nell’autentico e legittimo uso della libertà. (Paolo VI 1969)

La Chiesa è fatta di uomini che in passato si sono sbagliati molte volte e su temi spesso importanti. I perdoni chiesti da Papa Giovanni Paolo II, sono l'atto di un uomo giusto che riconosceva tutto questo e cercava di porre rimedio. Oggi mi rattrista vedere le truppe del centro destra, posizionate a difesa della linea dei Valori. Non sono triste per i Valori ma per chi dovrebbe ergersi a loro difensore. In tutti questi importanti principi ci si dimentica del tutto di un dono di Dio all'Uomo: il libero arbitrio. 
L'Uomo è libero di scegliere. E' libero "di" e deve essere libero "da". La legge sul testamento biologico, come voluta da parte della maggioranza, permette all'uomo di godere di questo dono di Dio? Od ancora una volta l'oscurantismo di chi si erge a faro di Verità anche in tema di leggi civili, produrrà qualche guasto per il quale dovremo accettare altre scuse in futuro? Che la Chiesa insegni liberamente, che lo Stato educhi e tuteli le persone anche in parte da loro stesse, va bene. Che però alla fine sia lasciata all'Uomo la sua preziosa libertà di scelta. Spero che il popolo delle Libertà non voglia iniziare proprio dalla "libertà" di fare a pezzi la libertà di chi non la pensa come lui. 

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli