martedì 18 settembre 2007

Strade: limiti di velocità e sicurezza

Quale è il fine ispiratore dei limiti di velocità definiti dall'Art. 142 del D.Lgs. (Decreto Legislativo) n° 285 del 30/04/1992 ? Quello della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana, lo dice l'articolo stesso, all'inizio. E' davvero questo un fine sentito e cercato dal legislatore ?
Vediamo come scoprirlo con una piccola indagine. Se lo fosse, dovremmo da un lato vedere accadere una serie di cose e dall'altro non vederne di altre.
Dovremmo vedere:

  1. una grande presenza della polizia stradale o di quella municipale sulle strade in posti che si prestano a comportamenti di guida scorretti o pericolosi;
  2. segnalazioni speciali che avvertano ad esempio dell'incidentalità media della strada che percorriamo;
  3. una segnaletica sempre leggibile e chiara;
  4. una estrema attenzione delle forze dell'ordine nei confronti di chi non allaccia le cinture di sicurezza, magari con foto frontali in tratti a ridotta velocità;
  5. norme che impongano una presenza minima nei mezzi di informazione pubblica di messaggi chiari che illustrino le conseguenza di comportamenti pericolosi sulle strade, facendo parlare ad esempio gli operatori della sicurezza od i protagonisti degli incidenti;
  6. Indicazioni stradali sempre chiare che anticipino molto per tempo le svolte ed i bivi.

Cosa non dovremmo vedere:

  1. la polizia stradale ed i vigili quasi sempre fermi a presidio degli autovelox o distrattamente a zonzo;
  2. fratte che ricoprono molti cartelli o cartelli per vari motivi illeggibili o troppo vecchi;
  3. una miriade di automobilisti che guida con il cellulare all'orecchio;
  4. la costante presenza, ogni volta che guidiamo l'auto, di qualche furbo che sorpassa in posti assurdi, impunito;
  5. la costante presenza, ogni volta che guidiamo l'auto, di qualche furbo che semina le file sulle corsie di emergenza, impunito;
  6. i sempre presenti guidatori che ci tallonano da dietro arrivando a velocità folli e fari spianati o che zigzagano tra le auto;
  7. un grande numero di guidatori senza cintura di sicurezza o passeggino per i bambini;
  8. i politici che, con grande attenzione a che non manchi il rappresentante di alcun partito, ci ammorbino anche alla radio con messaggi sulla sicurezza stradale che sembrino spot gratuiti a loro stessi;
  9. il fatto che tutto per i legislatori si fermi al limite di velocità e mai si parli di gestione ottimale delle strade.
Sempre nel codice della strada all'Art. 13 si dice ad esempio che "gli enti proprietari delle strade sono tenuti ad effettuare rilevazioni del traffico per l'acquisizione di dati che abbiano validità temporale riferita all'anno". Questi enti sono i comuni, le province, l'ANAS, le società autostrade. Dove sono queste rilevazioni ? Dato che sui siti internet degli "enti proprietari" mancano, forse sono chiuse in un cassetto ? Forse non si fanno ? Forse non gliene importa niente agli "enti proprietari" di tenere aggiornati i dati di traffico, infrazioni, incidentalità dei tratti di strade di loro competenza ?
Io penso di cominciare ad elaborare una proposta che imponga un controllo di gestione sulle strade, stringente e trasparente, sulla base di indicatori seri, chiari ed uguali per tutti. Se l'incidentalità cresce, i limiti devono scendere e le spese ed i controlli aumentare, fino a tornare ad un indice di normalità: allora i limiti potranno salire ad un livello superiore.
Andare obbligatoriamente a 50 Km/ora su strade dove tutti andrebbero con sicurezza ad almeno 20 Km più veloci, è una soluzione miope e burocratica non degna di un paese civile.
Edoardo Capulli

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli