domenica 4 novembre 2007

Costituzione, libertà di stampa e Blog

Si è parlato tanto del famoso disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri del 3 agosto sulla riforma dell'editoria che metterebbe a rischio la libertà dei blogger. Si tratta del DDL Prodi, Levi contro il quale si sono alzati gli scudi dei blogger e si è abbattuta la critica del ministro Antonio Di Pietro. Personalmente ho fatto fatica a farmi un'opinione almeno fino ad oggi, quando dopo una lunga ricerca internet, ho finalmente trovato il testo.

Per logica, mi sarei aspettato di trovare il testo del DDL allegato al resoconto della seduta del consiglio dei ministri o quantomeno nell'elenco dei PDL (progetti di legge) o DDL (disegni di legge) alla Camera od al Senato. Invece niente !

Neppure negli allegati ai resoconti della VII commissione permanente della Camera (Cultura), presso la quale mercoledì 24 ottobre, dalle 15:10 alle 16:15, si è svolta l'audizione del sottosegretario Ricardo Franco Levi, vi è traccia del testo del disegno di legge.

Alla fine, tuttavia il testo è saltato fuori dal sito del ministro Antonio Di Pietro, al quale va tutta la mia gratitudine ed ammirazione, per il mirabile lavoro di trasparenza ed informazione che sta facendo. In questo caso almeno, il ministro è stato come la parete di vetro della casa dei segreti: bravo !

LINK al testo del disegno di legge sul riordino dell'editoria

Il riferimento all'Art. 21 della Costituzione è nell'Art. 1, Finalità generali del disegno di legge. I punti incriminati, sembra proprio a ragione, sono in particolare quelli definiti dagli articoli 5, 6 e 7. Il sottosegretario ha più volte smentito a mezzo stampa l'applicabilità di tale futura legge ai blog od ai vari siti di informazione a titolo gratuito e personale, pubblicati su internet: dice che sarà necessario comunque regolamentare ad esempio i contenuti web di giornali od emittenti presenti come operatori economici nel mercato dell'informazione. Sembra evidente che tale indirizzo si possa attuare solo ed unicamente cambiando i contenuti del DDL e non altrimenti.

Una piccola sorpresa la abbiamo se leggiamo il testo di un'altra audizione tenuta del sottosegretario Levi, giovedì 26 ottobre dalle 11:10 alle 13:00 sempre presso la Commissione VII (Cultura, Scienza e Istruzione) della Camera. Si parla degli interventi a favore dell'editoria previsti nella nuova manovra finanziaria ma, ad un certo punto (Rif. pagina 6, metà inferiore della seconda colonna, del testo pdf), il sottosegretario parla anche del famoso DDL. Leggendo attentamente scopriamo che:
  • la bozza del DDL è stata elaborata da "una commissione di esperti di diritto e di economia esperti di diritto amministrativo, di diritto penale, di diritto civile ed esperti di economia delle imprese editoriali";
  • la commissione è guidata dal Professor Cheli;
  • è stato chiesto alla commissione di "predisporre da subito un calendario di audizioni con gli attori del mondo dell’editoria e con le associazioni e le organizzazioni che lo rappresentano – dalla Federazione degli editori alla Federazione dei giornalisti, alle varie associazioni che raccolgono le imprese dell’editoria – e con le Commissioni parlamentari".
La sorpresa nasce da due domande che mi faccio:
  1. si sono scomodati (e temo anche, pagati) fior di esperti e di professori per partorire un Disegno di Legge definito da un ministro come "liberticida" ed attaccato dalla quasi totalità dei cittadini che popolano internet ?
  2. perché le rassicurazioni del sottosegretario alla stampa non sono state seguite dall'inserimento nel calendario delle audizioni della famigerata commissione di parte della popolazione di internet o da una fase di studio del problema dell'informazione spontanea e libera ?
Nei programmi del governo, il DDL sarà pronto e maturo a primavera, vegliate gente a che le pur buone e chiare intenzioni dell'esecutivo, si traducano in qualcosa di meglio ...
Edoardo Capulli

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli