Torno a parlare dei redditi dei dentisti che operano e sono residenti a Roma. Questa volta ho voluto analizzare la differenza tra chi dichiara redditi di lavoro dipendente attraverso il CUD, il 730 o UNICO Persone fisiche e chi invece presenta redditi da lavoro autonomo o da partecipazione in società. Questo è possibile dato che i dati pubblicati dall'Agenzia delle Entrate indicano anche il modello di dichiarazione utilizzato, a cui corrisponde la categoria del reddito. Nel primo caso mi riferisco alle categorie C ed RC e nel secondo alle RE ed RH. Per chiarezza debbo dire che le quattro categorie di reddito individuate contano ben 1.654 dichiarazioni sul totale di 1.759, quindi ben il 94%. I casi restanti sono dati da redditi da fabbricati e diversi.
In particolare abbiamo solo 263 dichiarazioni su redditi da lavoro dipendente, 76 con il semplice CUD e 187 con UNICO-PF, contro 1.166 posizioni di lavoro autonomo e 225 partecipazioni in società. Ecco i rispettivi redditi medi:
- C (CUD - lavoro dipendente) - 76 posizioni - reddito medio € 51.533,00
- RC (UNICO-PF - lavoro dipendente) - 187 posizioni - reddito medio € 56.629,00
- RE (UNICO-PF - lavoro autonomo) - 1.166 posizioni - reddito medio € 31.563,00
- RH (UNICO-PF - partecipazione in società) - 225 posizioni - reddito medio € 40.238,00
Un giovane che sognasse di fare il dentista in Italia o perlomeno a Roma, leggendo questi dati capirebbe subito che conviene decisamente farlo come dipendente di uno studio o partecipando ad una società anziché come professionista autonomo. Scherzi a parte, la triste realtà potrebbe essere che i dipendenti e le società sono due soggetti fiscali per i quali evadere le imposte è oggettivamente molto più difficile (a volte impossibile) rispetto ai liberi professionisti. E' anche vero che i maggiori rischi a cui proprio questi ultimi sono soggetti e l'elevata pressione fiscale creano un clima in cui alcuni potrebbero sentirsi giustificati a evadere criminalmente le tasse.

E' forse utile vedere la rappresentazione grafica dei redditi della categoria che sembra più preoccupante, ossia quella dei redditi RE di lavoro autonomo. Ricorso che in orizzontale (ascisse) ci sta l'imponibile dichiarato ed in verticale (ordinate) l'età del dichiarante.
Invito chi legge a non pensare che questo piccolo esercizio di statistica possa essere assolutamente esente da errori, nessuna opera dell'ingegno umano può esserlo. Tuttavia i dati citati sono a disposizione di molti e chi vuole può rifarsi un giro di conti.
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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli