Cercando le parole "Casa dello studente" su Google, il primo link è quello del sito www.studenti.it (LINK). Aprendolo si accede alla guida degli alloggi degli Enti per il diritto allo studio. Al primo posto, grazie ad un comune errore sul nome della città(1), vi è la casa di L'Aquila.Molti ragazzi sono morti nella tristemente famosa "Casa dello studente" di L'Aquila. Lo stabile, relativamente recente, non ha retto al sisma. E' invece rimasta intatta una seconda casa, ricavata da un'antico convento di frati. Si fa presto a dire che non è il momento di fare polemiche o lanciare accuse. In televisione i politici sono quanto mai costruttivi e proiettati nel risolvere i problemi dell'immediato. Si sorvola con una qualche leggerezza sulle responsabilità del prima. Si vede un sindaco che non ritiene di aver sottovalutato nulla ed una presidentessa della Provincia che gli fa eco, con sfondo di commozione per le pur dolorose perdite personali. Avallare queste affermazioni, rimandando la responsabilità ai soli tecnici che hanno effettuato in passato i controlli, vanifica qualsiasi sistema sociale gerarchico. I Sindaci, i Presidenti, di Provincia e Regione, il Prefetto, il capo del Genio Civile, il Rettore dell'Università, i Direttori dell'Azienda Sanitaria sono a capo del loro Ente per raccogliere su di se le responsabilità di tutta la struttura sottostante. Sembra invece che nessuno possa chiedere ragione a loro dell'inefficienza dei loro enti.
I ragazzi di L'Aquila però sono morti. Non dovevano morire questa settimana. E' certamente colpa di chi ha trascurato di fare il proprio dovere per inadeguatezza o per profitto. Il giorno otto aprile la studentessa Carmela Tomassetti denunciava ad Ilaria D'Amico nella trasmissione Exit di La7 di aver avvertito inutilmente l'amministrazione della Casa dello Studente aquilana. A seguito degli appelli fatti la settimana prima del terremoto, molti studenti avevano lasciato la città. Un'altro caso, dopo quello del mite Gianpaolo Giuliani, di clamorosa preveggenza di qualche cittadino? Direi che si potrebbe meglio parlare di colpevole cecità delle Istituzioni civili e scientifiche. Lo dicono prima di me voci estremamente autorevoli, come il Presidente delle Repubblica e lo ripete dal Vaticano padre Cantalamessa.
Il dolore attanaglia tutti gli italiani e spezza loro le gambe. Siamo tutti stretti attorno ai fratelli ed alle sorelle d'Abruzzo. I morti sotto le macerie meritano rispetto. Il dolore però non deve essere una scusa per non agire. Una prima, meditata reazione, potrebbe essere quella dei ragazzi che occupano le Case alloggio per gli studenti in Italia. Spesso gli universitari si sono mossi per questioni politiche che alla fine li hanno solo divisi tra destra e sinistra. Oggi potrebbero trovare una causa comune di lotta per un futuro migliore. Che bello sarebbe se i giovani di tutte le Case dello Studente d'Italia chiedessero subito agli enti gestori i piani costruttivi ed i parametri di sicurezza degli edifici. Non tutte le città italiane sono in zona sismica, ma sicurezza vuol anche dire prevenzione da incendi, crolli strutturali, perdite di gas. Gli studenti di Architettura e quelli di Ingegneria potrebbero fare i calcoli strutturali, quelli di giurisprudenza mettere alle strette gli Enti che non volessero collaborare. Forse solo così capiremo veramente quante e quali siano le Case sicure. L'alternativa è aspettare che le solite commissioni e sottocommissioni producano montagne di carte che ingialliscano in attesa che qualcuno agisca. Lo spirito civile della nostra futura classe dirigente ne sarebbe notevolmente rafforzato. Una volta tanto i giovani si unirebbero per realizzare un obiettivo comune, concreto, alto. Un coordinamento di studenti universitari nazionale, lontano da astratte ideologie e guidato dall'ideale di realizzare e garantire un bene comune: lancio qui l'idea, che molto facilmente è già nata in altri, offrendo le pagine di LEXCIVILIS per qualsiasi contributo utile a poterla realizzare.Buona Pasqua
Note: (1) la città si chiama L'Aquila, ma molto la chiamano erroneamente Aquila, senza la "L " apostrofata.

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli