giovedì 2 aprile 2009

Presto, presto, torniamo indietro

"Presto, presto, torniamo indietro". Spero non sia più questo l'appello dei capi di stato del G20. Pensare che la crisi sia soprattutto psicologica e che la soluzione sia mantenere la coesione sociale e far ritornare i cittadini alle abitudini precedenti, sembra essere l'opinione di alcuni leader mondiali. Parla in questi termini laRepubblica.it, riferendosi a Berlusconi. Notizia sospetta, se confrontata con tutto quanto riportato dalle altre testate di stamattina, che mostrano invece un Presidente del Consiglio soprattuto preoccupato di preparare un'avvio trionfale al prossimo G8, in Italia. 
Le cose migliori del vertice di Londra sono invece due. La prima è l'incontro della decisione di Germania e Francia di  riscrivere le regole oramai deteriorate dei mercati finanziari, con la volontà dell'Italia di rendere centrale nei prossimi giorni la sua proposta di "legal standard act". Si tratta sostanzialmente di un problema molto sentito dai cittadini di tutta Europa, al quale si deve dare risposta. La seconda novità positiva è che i leader nazionali del vecchio continente, parlano e si comportano sempre di più come leader europei. Sembra l'inizio di un processo di maturazione di una leadership continentale. 
Banche e Borse sono utili servizi nati secoli fa. Nel corso della loro lunga storia si sono trasformate, ed oggi invece di guadagnare sul supporto che danno alle attività dell'Uomo, vi trafficano in modo poco pulito. La redditività del mercato puramente speculativo è resa maggiormente appetibile dal fatto che è controllabile a loro piacimento. Questo perchè sono loro ad avere in mano per la maggior parte del tempo i soldi di tutti. L'originario spirito di servizio è sepolto in maniera forse irrimediabile. La politica di oggi è però spaventata, più che ispirata, dal movimento di protesta di massa che è alle porte. I leader mondiali potrebbero davvero decidere di mettere le briglie alla speculazione e restituire chiarezza e scopi leciti al mercato della finanza. E' per questo che la società civile deve farsi sentire. Destra, sinistra, centro, sopra, sotto, chiese, movimenti, cittadini, tutti.

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli