mercoledì 20 maggio 2009

La suprema razza Italiana

"Non esistono società multietniche": è l’affermazione di Ida Magli, che oggi firma un pezzo su il Giornale. Raccomando veramente a tutti di leggerlo: è illuminante (LINK). Lo è, a mio avviso, in senso estremamente negativo. La professoressa Magli parte con il mostrare il confronto tra le diverse culture esclusivamente in termini di conflitto, di sopravvivenza di alcune a dispetto di altre. Prosegue quindi con l’esigenza di sostituirsi alla debole Chiesa cattolica nella difesa del vangelo per poi inorridire nel verificare che le posizioni della CEI sono sorprendentemente vicine a quelle della sinistra. Il pensiero, a questo punto delirante, scivola poi nel porre la farneticante considerazione che i figli degli immigranti non potranno mai comporre le opere di un Puccini o dipingere i quadri di un Mantenga. Infine parla del “senso di condanna a morte che si respira nell’aria” e del “sentirsi assediata” della popolazione italiana, aggredita dalla orde degli immigrati. Alla fine l’esortazione a che gli interessi della nazione possano essere “concentrati sui bisogni della procreazione, delle madri, delle famiglie - … - Quel poco che ha fatto il governo Berlusconi, è soltanto un segno di buona volontà, non ciò che sarebbe necessario: una nuova organizzazione impegnata psicologicamente ed economicamente a far nascere molti italiani. E soprattutto, al di là delle cose concrete: cominciare a far sentire agli italiani che qualcuno li ama e vuole che essi vivano.”.
Il Cavaliere ama il Popolo Italiano! Italiani fate molti figli! Viva la pura razza Italiana! La Chiesa è troppo debole nel difendere l’identità dei cristiani, ci debbono pensare gli Italiani migliori! Sono solo alcuni terrificanti slogan che mi sembra possano ben dirsi adeguati a tali assurde farneticazioni.
Lo dica ad Obama che le culture non possono integrarsi, lo spieghi a Schwarzenegger, l’austriaco governatore della California o lo insegni a Rudolph Giuliani, discendente newyorkese degli immigrati italiani. Ci faccia capire la professoressa come abbia potuto vincere le elezioni in India l’italiana Sonia Ghandi, o come il figlio di un Ungherese abbia potuto diventare “le President de la Republique”in Francia. Mi spiace aver interrotto lo stile solitamente pacato e non polemico di LEXCIVILIS, ma vedo nelle parole della Magli e leggo nei commenti entusiastici di decine di lettori della versione online del quotidiano della famiglia di Berlusconi, un segnale che mi inquieta. Il sottile ed infido strisciare del razzismo, basato sull’ignoranza e sulla paura dell’altro e del diverso.
L’Italia ha una grande tradizione ed una grande cultura che sarebbero molto meglio tutelate non già dalle barricate contro qualche migliaio di poveracci che bussano alle nostre porte ma dal restituire dignità alle nostre più alte tradizioni. La migliore Italia è certamente offesa più dalla spazzatura che quotidianamente intasa le nostre televisioni pubbliche e private, dallo spettacolo da circo di molti rappresentati delle istituzioni, dalle piccolezze di alcuni dei suoi più autorevoli rappresentanti. Un paese in cui la massima aspirazione di una diciottenne è avere un seno rifatto e quella di un suo coetaneo maschio, quella di spaccare la faccia a chi guarda troppo a lungo la sua ragazza, ha di certo bisogno di multietnicità. Ripartiamo quindi dalla semplice cortesia ed educazione che almeno fino a qualche decennio fa ci ha sempre contraddistinto. Sentimenti e comportamenti da offrire agli altri e da pretendere da tutti. Quindi dico alla professoressa Magli: “Credo che si sbagli e che la sua sia una posizione del tutto pretestuosa, dettata solo dalla palese piaggeria nei confronti del capo del Governo. Lei usa argomentazioni incomplete in modo inesatto e confonde valori e fatti, altrimenti molto chiari. Credo che così lei offenda le migliori tradizioni di intelligenza e di solidarietà del Popolo Italiano. Sono però contento che possa esprimere liberamente il suo parere. Chissà se avrebbe potuto farlo se nel 1942 gli americani e gli inglesi non avessero imposto un po di multietnicità alla nostra povera Italia. Distinti saluti."
Edoardo Capulli

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli