Pensieri in ordine sparso:
- Prodi ha sempre battuto Berlusconi alle elezioni;
- Prodi non è mai riuscito a durare al governo, tradito dai suoi alleati;
- Berlusconi, pochi mesi prima delle ultime elezioni, sapeva che avrebbe molto probabilmente perso e per questo ha fatto una legge elettorale che avrebbe lasciato vita breve al governo che gli sarebbe succeduto;
- La legge elettorale con cui abbiamo votato nel 2006 è stata votata al Senato dalla sola maggioranza (160 voti a favore contro 119 contrari, su un numero di senatori di centro-destra pari almeno a 167);
- La legge elettorale è stata definita dall'ex ministro Calderoli, che ha ammesso di averla scritta proprio con l'intenzione di danneggiare la sinistra vincitura, una porcata;
- Prodi ha sempre guidato alleanze molto eterogenee e composite: troppi soggetti, troppo diversi;
- L'elemento maggiormente unificante delle coalizioni di Prodi è sempre stato l'anti-Berlusconismo, seguito a distanza da una riconosciuta competenza nel dominare l'economia;
- Mastella parte democristiano, e nel 1994 è ministro del Lavoro del primo governo Berlusconi; nel 1998 appoggia il governo D'Alema, abbandonando l'alleanza prima con Casini e poi con Cossiga e Buttiglione; nel 2002 l'UDEUR (l'ultimo partito di Mastella) decide l'ingresso nella Margherita ma subito dopo, pur rimanendo nel centrosinistra durante il secondo governo Berlusconi, cambia idea; nel 2005 una piccola crisi di rapporto con la grande alleanza messa in piedi da Prodi, subito rientrata, per arrivare al secondo governo Prodi;
- La Corte Costituzionale decide positivamente a metà gennaio 2008 sull'ammissibilità del referendum elettorale;
- Se non viene cambiata subito la Legge elettorale, ci si aspetta che al Referendum gli italiani si regalino un parlamento semplificato e popolato da poche liste, molto forti: i piccoli partiti sono forse destinati all'estinzione; l'eventuale scioglimento delle camere farebbe slittare di un anno il referendum;
- Nell'attuale parlamento il gruppo Popolari-UDEUR pesa il 2,2% (14 parlamentari su 630);
- La creazione del Partito Democratico e le forti doti di leadership che tutti ci aspettiamo da Walter Veltroni, fanno pensare che anche nel centrodestra ci si avvii ad una semplificazione; le due maggiori formazioni politiche hanno in linea generale interesse a trovare un accordo sulla legge elettorale che le metta al riparo dai partitini;
- Berlusconi il 25 novembre scorso ha definito "ectoplasma" (Wiki-ectoplasma) la Casa delle Libertà, accusando i suoi alleati (forse non del tutto a torto) di avergli fatto perdere le ultime elezioni; da quel momento nel centrodestra sono letti separati e frecciate continue, solo fino alla caduta di Prodi, ovviamente;
- Un sondaggio IPSOS diffuso a Ballarò il 22 gennaio dimostra che tolti un 25% di indecisi, gli elettori oggi sarebbero oggi al 57% con il centrodestra, al 42% con i Democratici e la sinistra: una bella occasione per correre alle urne, si sarebbe detto Berlusconi;
- Il gradimento per il futuro premier, da parte degli elettori, secondo lo stesso sondaggio citato poco prima, vede Walter Veltroni sostanzialmente unico candidato della sinistra e Gianfranco Fini superare Berlusconi nel centrodestra, mentre subito dietro si accodano Luca Cordero di Montezemolo e Mario Draghi;
- Con il senno del poi, sembra chiaro che l'affaire delle Legge elettorale, stimolato dal Referendum, sia stato il vero scoglio su cui si è incagliato il governo Prodi: infatti il possibile accordo tra F.I. e P.D. metteva a forte rischio l'esistenza dei piccoli partiti ai quali non rimaneva che far cadere il governo o la legislatura;
- Se cade il governo ci sono quattro principali vie di uscita:
- lo scioglimento delle camere e nuove elezioni con la vecchia legge elettorale (la porcata), con una probabile vittoria della coalizione di centrodestra che avrebbe a sua volta una piccola maggioranza al senato ma in compenso rivaluterebbe moltissimo l'immagine dei Senatori a vita; il referendum si riaffaccerebbe alle porte tra un anno a meno di una nuova legge elettorale che metta d'accordo i partiti delle futura maggioranza (è pur vero che l'accordo sulla legge attuale lo hanno trovato);
- come sopra ma con la sorpresa che gli italiani votano per una coalizione di Walter Veltroni che sembra avere un'alta popolarità; in tal caso il povero Walter avrebbe pressoché gli stessi problemi di Prodi e sarebbe strangolato dal ricatto dei partitini; sarebbe più difficile evitare il referendum ed il governo forse avrebbe vita breve;
- si trova un accordo per un governo di scopo per rifare la legge elettorale e tenere le redini dell'economia fino a nuove elezioni da fare entro l'anno; gioca contro quest'ipotesi la spiacevole tendenza a durare nel tempo delle soluzioni provvisorie, vuoi anche per una particolare forma di affetto che lega i ministri alle loro poltrone (Mastella solo apparentemente non ne sarebbe soggetto);
- F.I., pur spinta dalla prospettiva di vincere, dopo una maggiore riflessione, non trova più tanto attraente andare subito ad elezioni, vuoi perché potrebbe profilarsi una candidatura di Fini contro Berlusconi o perché il bloccarla potrebbe minare alla base la salute del governo che verrà, precipitandolo nella situazione che ha affondato Prodi; ci si avvia quindi verso un governo di scopo sostenuto da F.I. e dal P.D. (53% delle forze parlamentari attuali) che rediga una legge elettorale volta a risolvere il problema dei micro partiti.
- L'Italia è un paese fermo, immobile, bloccato da un sistema politico ipertrofico che lo strangola;
- Il merito non è più da tempo un parametro utile per accedere alle migliori posizioni o per farsi strada; il paese è asfissiato da una serie di caste (non c'è solo quella dei politici), a partire dai notai, gli avvocati, i commercialisti, i giornalisti, i professori universitari, i medici, i farmacisti; l'evoluzione in "casta" sta contagiando molti settori ed oggi le categorie scendono in lotta non più per difendere i loro diritti ma i loro privilegi ingiustificati;
- L'elenco del punto precedente non vuole generalizzare ma vuole difendere la grande maggioranza delle persone che operano i mestieri e le professioni citate che con sempre maggior fatica emergono solo per le loro capacità e che vengono arruolati e spesso soggiogati da una minoranza malandrina;
- Mastella si dimette e ci racconta che lo fa per difendere i cittadini (si riferisce due in particolare) attaccati da una magistratura scorretta; lo fa per noi, insomma...;
- Cuffaro viene condannato a cinque anni per reati che in Sicilia vogliono dire molto e dice che rimane al suo posto ma poi, forse perché spinto con forza dal mondo produttivo, si dimette;
- I politici italiani, molti anche se non tutti, vengono intercettati al telefono ed emerge un mondo di uno squallore, di una scurrilità e di una meschinità infinite; quindi sentono nascere nei loro petti il desiderio di difendere i poveri cittadini italiani da queste intercettazioni;
- Io non so cosa ne pensino i miei colleghi, cittadini italiani, ma io non avrei alcun problema ne nulla da nascondere se pubblicassero mie intercettazioni e soprattutto non dovrei pietosamente blaterare che "si tratta comunque di fatti penalmente non rilevanti";
- In qualsiasi paese del mondo, un membro dell'esecutivo che utilizzasse un mezzo di servizio per fini personali si dimetterebbe pieno di vergogna, nello sdegno generale; qui in Italia questo malcostume diventa uno status-symbol;
- Per giorni le mie orecchie e la mia pur modesta intelligenza dovranno essere feriti dalle dichiarazioni di politici molto premurosi che come i maiali della famosa fattoria di Orwell, ci spiegheranno che si dovrà andare a votare subito per ridare la parola a noi; loro si sacrificheranno e saranno rieletti (come i maiali si cibavano del latte e delle mele) per il bene del paese, per il bene nostro e della democrazia;
- Aristotele però già sapeva oltre duemila anni fa che la democrazia è quando comandano i molti e non quando perdurano ed imperversano i pochi, per di più sempre gli stessi;
- Sempre Aristotele aveva chiaro un po di anni fa che se governano sempre gli stessi, ricchi e pochi, si deve parlare di oligarchia e non di altro.
- L'articolo 48 della Costituzione ci ricorda che l'esercizio del voto è un dovere civico ma lo rimane anche laddove questo "esercizio" viene fortemente svuotato, da parte di chi ci ha servito questa legge elettorale, di qualsiasi possibilità reale di scelta ?
- E se gli italiani esercitassero questo dovere civico mettendo un bel 4 meno sulla scheda elettorale, come "voto" alla classe politica oligarchica che gli sottrae il latte e le mele ?
NOTA: nei punti precedenti parlo di "maiali" delle "fattoria di Orwell" e poi ancora di "latte e mele". Si tratta di una citazione letteraria dal libro "Animal Farm", in italiano "La Fattoria degli animali" di Georgw Orwell. Chi è interessato può capire meglio leggendo la parte finale del III Capitolo.
Edoardo Capulli

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli