Oggi 8 luglio molti italiani scenderanno in piazza per far sentire la loro protesta contro alcune delle prime misure del governo di Berlusconi. Guidato da Antonio di Pietro, da Grillo e da altri oppositori all'attuale maggioranza, il popolo della piazza intende dare un segnale chiaro al Governo: "non approfittate con arroganza della vostra vittoria per prevaricare i diritti degli italiani".Se è vero che il Governo si appiattisce nel definire le sue priorità sulle esigenze personali del suo capo, allora la protesta è certamente un elemento di riequilibrio democratico. In fondo Berlusconi governa con il 47,3% dei voti al Senato ed il 46,82% alla Camera che per effetto della Legge elettorale si sono trasformati in una maggioranza rispettivamente del 55,1% e del 55,81% nei due rami parlamentari. Percentuale di voti molto alta ed indiscussa forza politica, democratica e popolare.
Se invece la piazza è animata più che da una giustificata protesta contro i pretesi abusi di autorità del Presidente del Consiglio, da una sorta di spirito di rivincita, allora la manifestazione è forse minata alla base nel suo intento di essere veramente democratica. Vedere schierati come bandiere uomini di cultura come il filosofo Vattimo o lo scrittore Eco, non aggiunge forza alla democrazia, se la loro discesa in piazza è acriticamente e pregiudizialmente volta contro un singolo uomo che con i suoi pregi ed i suoi difetti, ha tuttavia il voto dell'Italia.
La presunzione di pensare che gli Italiani non capiscono niente e che hanno votato superficialmente o peggio ingannati dal grande affabulatore, è potenzialmente pericolosa per la democrazia almeno quanto potrebbero esserlo le leggi ad hoc di Berlusconi.
Il vero problema della sconfitta della sinistra sta tutto, ma proprio tutto, nell'assoluta inconsistenza delle forze politiche e degli esponenti culturali che la rappresentano: anni luce lontani dalla realtà quotidiana del popolo italiano.
Come autore del blog LEXCIVILIS, spero solo che la protesta di oggi e le risposte del Governo, siano, tutte insieme, assolutamente civili. Oggi si può far vedere al mondo che l'Italia è capace di un vero confronto democratico, anche di piazza, che si svolga in modo civile, rispettoso e chiaro. Mi impegno umilmente nella mia vita personale, professionale e nel mio lato "pubblico" a lavorare per aiutare il mio paese a recuperare quell'evidente deficit di civiltà che lo distanzia rispetto ad altre democrazie più mature. Per far questo cerco di evitare sempre la polemica, l'insulto e le critiche vuote, per misurarmi con uno spirito costruttivo e pratico che spero prima o poi di veder crescere attorno a me.

Il post è stato originariamente da me pubblicato sul blog 8luglio2008.blogspot.com che ho attivato in prossimità della manifestazione di piazza. Scopo del blog temporaneo, oggi già chiuso, era quello di assicurare un ulteriore punto dove trovare informazioni possibilmente neutre e forse anche obiettive, sull'evento, mentre questo si svolgeva.
RispondiElimina