
venerdì 24 luglio 2009
E' vero o no...

Antonio Di Pietro è un irruente leone della politica italiana. Sanguigno e verace come solo i veri molisani sanno esserlo, ha avuto poco tempo nella sua turbinosa vita, di affinare i suoi modi tra i rasi ed i velluti dei palazzi romani. Capita quindi che sempre più spesso qualche suo ruggito arruffi i capelli o scomponga le vesti anche di personaggi molto importanti.
In questi giorni ha portato la sua protesta fin sotto le finestre del Presidente Giorgio Napolitano, imputandogli personalmente di non aver svolto appieno le sue funzioni nella promulgazione del decreto legge sulla sicurezza. Come stabilisce l'art.74 della Costituzione, il Presidente della Repubblica firma le leggi e gli atti aventi forza di legge, per attribuirgli efficacia. Questa firma, detta promulgazione, costituisce una forma di controllo di legittimità e di merito. Il Presidente può però rinviare il testo alle Camere per una nuova deliberazione. Se le Camere riapprovassero nuovamente la Legge, questa dovrebbe essere obbligatoriamente promulgata.
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giovedì 23 luglio 2009
DL anticrisi in Parlamento
Commento al pezzo "DL anticrisi, discussione chiusa in anticipo" pubblicato sull'edizione online del Corriere della Sera il 23 luglio 2009 (LINK al pezzo):
E' la più bella realizzazione di questo popolo a tratti indisciplinato, passionale ma certamente amante della libertà: la Repubblica Italiana. Essa, attraverso uomini della cui statura abbiamo oggi solo un pallido ricordo, si è data delle regole. Sono quest'ultime la garanzia dei deboli contro i forti, l'assicurazione della democrazia, la speranza per i giovani. Ma quando assistiamo da anni alla scorretta farcitura dei Decreti Legge per riempirli con una pletora di provvedimenti diversi, uccidiamo queste regole. Vizio che ritroviamo sempre anche nelle Leggi finanziarie. Ma di questi tempi si può anche sospettare che i politici la loro forza e potenza preferiscano spenderla altrove che non nel corretto esercizio del loro alto ruolo. Da Edoardo Capulli (di LEXCIVILIS il Blog)
Servizio Civile 2009: scadenza il 27 luglio

Come tutti gli anni, nel mese di luglio va in scadenza il bando per l'iscrizione al Servizio Civile Nazionale. Quest'anno la scadenza è posta alle 14 del prossimo 27 luglio. LEXCIVILIS ha affrontato dettagliatamente quest'opportunità offerta ai giovani interessati a fare un'importante esperienza a servizio del paese. L'interesse, specie in questi tempi di crisi, può ben nascere da un profondo senso civico, come pure dal desiderio di non rimanere parcheggiati in attesa di un lavoro che tarda a rendersi disponibile.
In tutti i casi vi è però l'entusiasmo tipico dei giovani che l'assoluta volontarietà dell'iscrizione fa emergere, in qualche caso molto più spontaneamente, rispetto ai tempi nella leva obbligatoria.
Le informazioni pratiche su cosa sia oggi il Servizio Civile Nazionale, che obblighi comporti, quale trattamento economico e giuridico preveda e che esperienze si prefigga di affrontare, sono già contenute nel pezzo scritto il 5 luglio 2008 (LINK al posto del 55/07/2008).
domenica 21 giugno 2009
Ma le Province non dovevano sparire?
Prima delle passate elezioni di giugno 2009 alcune testate giornalistiche pubblicizzavano l'idea di non andare a votare per le province perché non servono. Questa cosa non mi è piaciuta, pur essendo convinto che questi enti sono inutili e forse per questo "dannosi". Dal mio punto di vista, le province sono inutili perché le poche attività originali che si trovano a dover gestire, possono essere svolte meglio dalle regioni o dai comuni. Tuttavia fino a quando non si farà una vera riassegnazione dei loro compiti ad altri enti, non potranno essere abolite. Tenuto conto di questi fatti, l'idea del "non voto" di protesta sembra contraria al senso civile che deve animare tutti i cittadini di buona volontà. La campagna portata avanti ad esempio dal magazine Libero di Feltri, sembra quindi più una via di mezzo tra una pubblicità gratuita alla testata ed un maldestro tentativo di distogliere l'elettorato della parte avversa dalla presenza ai seggi.Ricordo che prima della passate elezioni politiche del 2008, tutte le forze politiche proponevano di abolire le province. Nel centro sinistra questa idea era legata all'abbozzata riforma delle autonomia locali. Nella coalizione vincente veniva invece portata avanti con cautela, per la forte radicazione della Lega proprio in questi enti nel nord. Dopo solo un anno però tutti si sono scordati di questi propositi. Quella che allora veniva presentata come una fondamentale azione di razionalizzazione e di risparmio della spesa pubblica, è stata del tutto trascurata dopo. Da un lato i perdenti lanciano strali e fanno propositi di riconquistare le province perse, dall'altro i vincenti festeggiano. Fedele alla mia testardaggine, io cittadino italiano qualunque, voglio però capire bene se questi enti servano o no.
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giovedì 11 giugno 2009
www.lexcivilis.it
Da oggi è attivo il nuovo dominio LEXCIVILIS.IT. Scrivendo www.lexcivilis.it sul vostro browser, si accede immediatamente al dominio.
Edoardo Capulli
giovedì 4 giugno 2009
LEXCIVILIS: speciale elezioni 2009!
Le elezioni sono certamente un bel momento per fare promesse e programmi, insomma per guardare avanti con una serie di "buoni propositi". Tuttavia rappresentano uno dei pochissimi momenti della vita di tutti noi, "democratici", in cui guardare all'indietro ci permette di non inciampare. Non si deve dimenticare, quindi, che sono anche tempo di bilanci. Per questo qui sotto aggiungo un collegamento alla selezione di tutti i pezzi di LEXCIVILIS che parlano di elezioni, fin dalla nascita nel 2007. E' divertente sfogliare articoli di un'Italia che sembra non esistere più, sepolta sotto gli strati geologici di un passato lontano.
Leggerli od anche solo sfogliarli è divertente. Buona lettura e sopratutto, ricordatevi di andare a votare! Se non potete fare una scelta fotemente gradita, sforzatevi di fare almeno quella meno sgradita. Lo dobbiamo a chi nel passato ha dato la sua vita per farci diventare tutti "democratici" ossia cittadini con il diritto di voto, in un paese libero.
Leggerli od anche solo sfogliarli è divertente. Buona lettura e sopratutto, ricordatevi di andare a votare! Se non potete fare una scelta fotemente gradita, sforzatevi di fare almeno quella meno sgradita. Lo dobbiamo a chi nel passato ha dato la sua vita per farci diventare tutti "democratici" ossia cittadini con il diritto di voto, in un paese libero.
lunedì 1 giugno 2009
Parlamento Europeo: presenti ed assenti!
Con una NEWS del 15 maggio, l'Ufficio di informazione del Parlamento europeo per l'Italia, spiega che sono state pubblicate le schede riassuntive delle attività e delle presenze degli Eurodeputati attualmente in carica. Oggi le presenze sono relative solamente alle sedute plenarie. Prossimamente saranno consultabili anche quelle delle riunioni di commissione.
PRESENZE ED ATTIVITA' EURODEPUTATI ITALIANI (clicca sulla scitta)
Andando al collegamento "Vai alle schede degli eurodeputati italiani" (LINK), si accede ad una pagina in cui si possono effettuare ricerche per circoscrizione elettorale (centro pagina) o nominative (sinistra). Io sono andato a mettere a confronto l'astronauta Umberto Guidoni con la cantante Iva Zanicchi. E' certamente più cantante l'ex conduttrice di "OK il prezzo è giusto"! Forse Guidoni, abituato a lavorare sulle navicelle spaziali, non ha proprio l'abitudine di allontanarsi dal suo posto. Buona lettura.
PRESENZE ED ATTIVITA' EURODEPUTATI ITALIANI (clicca sulla scitta)
Andando al collegamento "Vai alle schede degli eurodeputati italiani" (LINK), si accede ad una pagina in cui si possono effettuare ricerche per circoscrizione elettorale (centro pagina) o nominative (sinistra). Io sono andato a mettere a confronto l'astronauta Umberto Guidoni con la cantante Iva Zanicchi. E' certamente più cantante l'ex conduttrice di "OK il prezzo è giusto"! Forse Guidoni, abituato a lavorare sulle navicelle spaziali, non ha proprio l'abitudine di allontanarsi dal suo posto. Buona lettura.
venerdì 29 maggio 2009
Caro Elettore, amico, anzi cittadino
Caro Elettore, amico, anzi cittadino...
Caro elettore, Tizio CAIO, candidato alla Provincia di Xxxxxx nella lista “I Più buoni ed i più bravi”, a sostegno della rielezione di …
Caro cittadino, Il 6 ed il 7 giugno si voterà per il rinnovo del Consiglio provinciale …
Egr. Elettore, Gent.ma Elettrice …
Sono solo alcuni esempi d’aperture delle lettere recapitate in questi giorni nelle cassette postali di milioni d’elettrici ed elettori italiani. Chi chiede riconferme, in genere lo fa dimostrando il buon lavoro sotto forma di una sfilza di stanziamenti fatti. Chi si propone di scalzare una diversa maggioranza, lo fa dicendo d’essere l’unica vera alternativa onesta e responsabile. Tutti, immancabilmente, ci danno del “tu”, ci parlano con il cuore in mano, dimostrando una confidenza a volte quasi commovente.
Peccato che quasi non li abbiamo mai sentiti, negli anni che ci separano dalle precedenti elezioni. La maggior parte si ricorda di noi solamente quando possiamo tornare utili a garantire un accesso od una comoda permanenza al “potere”. Le tariffe postali agevolate degli ultimi giorni delle campagne elettorali, godono dei forti sconti elargiti dalla Legge n°515 del 1993, che troviamo tutti stampigliata sulle buste, al posto della normale affrancatura.
M’incuriosiscono due aspetti più di altri, riferiti rispettivamente a chi si ricandida ed a chi al contrario si propone di conquistare i più alti scranni. I primi dimostrano il buon lavoro quasi unicamente facendo la conta dei soldi stanziati, ossia messi a bilancio, per le più svariate opere. Fortunato chi può leggere ad esempio qualche cosa sullo stato d’avanzamento di questi progetti “finanziati”. Ancora più favorito dalla sorte chi ad esempio disponesse addirittura di valutazioni qualitative e di merito su tali opere. Ad esempio, ho ricevuto un mucchietto di lettere elettorali che vantano stanziamenti di ben 2,5 milioni d’Euro per la navigabilità di un fiume. Neppure una riga per spiegare che questa cosa è utile per questo o quel motivo o per dire che la cifra è ragionevole per ciò che si vuole fare. Che mi caschi una tegola in testa se riuscissi a leggere da qualche parte che questo progetto è stato fatto in termini di grand’efficienza, e che il lavoro dovrebbe procedere fino ad una data precisa. Che la tegola diventi un mattone se qualcuno dovesse scrivermi cose tipo: ”caro cittadino puoi tenerti aggiornato su quest’iniziativa su www.navigailfiume.provincia.xx.it”.
Nelle lettere di chi vuole passare dalla minoranza alla maggioranza, fioriscono invece termini come “onestà”, “rispetto”, in frasi che parlano di valori ed ideali. Forti dell’idea generalizzata e certamente viziata che il potere corrompa, i candidati al ribaltamento si fanno belli ai nostri occhi con abbracci e solidali richiami alla battaglia che con spirito di sacrificio, vogliono combattere per noi. Anche qui non riesco mai a trovare la traccia di un impegno alla trasparenza ed alla comunicazione, chiaro ed esplicito. La gran parte dei politici attuali insomma, vuole la nostra fiducia, senza il disturbo di doversela guadagnare.
Io voterò certamente, perché ritengo importante che quest’ultimo esercizio di democrazia resti vivo, in un paese così avvilente. Tuttavia il mio candidato preferito, per una qualsiasi elezione di domani, sarà colui che mi darà il suo impegno concreto a lavorare dentro ad una casa di cristallo. Un politico nuovo che mi tenga aggiornato per la durata del suo mandato, con tutti i mezzi possibili. Che mi coinvolga nelle scelte come cittadino, e dimostri nei fatti, e non solo nelle parole, il suo spirito di servizio. Che mi dica quanto guadagna e mi dimostri di non avere interessi in gioco con la sua attività, che possano stonare con l’incarico d’amministratore. Nel 2009 questo candidato non esiste. Speriamo e lavoriamo perché presto faccia i suoi primi passi.
Caro elettore, Tizio CAIO, candidato alla Provincia di Xxxxxx nella lista “I Più buoni ed i più bravi”, a sostegno della rielezione di …
Caro cittadino, Il 6 ed il 7 giugno si voterà per il rinnovo del Consiglio provinciale …
Egr. Elettore, Gent.ma Elettrice …
Sono solo alcuni esempi d’aperture delle lettere recapitate in questi giorni nelle cassette postali di milioni d’elettrici ed elettori italiani. Chi chiede riconferme, in genere lo fa dimostrando il buon lavoro sotto forma di una sfilza di stanziamenti fatti. Chi si propone di scalzare una diversa maggioranza, lo fa dicendo d’essere l’unica vera alternativa onesta e responsabile. Tutti, immancabilmente, ci danno del “tu”, ci parlano con il cuore in mano, dimostrando una confidenza a volte quasi commovente.
Peccato che quasi non li abbiamo mai sentiti, negli anni che ci separano dalle precedenti elezioni. La maggior parte si ricorda di noi solamente quando possiamo tornare utili a garantire un accesso od una comoda permanenza al “potere”. Le tariffe postali agevolate degli ultimi giorni delle campagne elettorali, godono dei forti sconti elargiti dalla Legge n°515 del 1993, che troviamo tutti stampigliata sulle buste, al posto della normale affrancatura.
Nelle lettere di chi vuole passare dalla minoranza alla maggioranza, fioriscono invece termini come “onestà”, “rispetto”, in frasi che parlano di valori ed ideali. Forti dell’idea generalizzata e certamente viziata che il potere corrompa, i candidati al ribaltamento si fanno belli ai nostri occhi con abbracci e solidali richiami alla battaglia che con spirito di sacrificio, vogliono combattere per noi. Anche qui non riesco mai a trovare la traccia di un impegno alla trasparenza ed alla comunicazione, chiaro ed esplicito. La gran parte dei politici attuali insomma, vuole la nostra fiducia, senza il disturbo di doversela guadagnare.
Io voterò certamente, perché ritengo importante che quest’ultimo esercizio di democrazia resti vivo, in un paese così avvilente. Tuttavia il mio candidato preferito, per una qualsiasi elezione di domani, sarà colui che mi darà il suo impegno concreto a lavorare dentro ad una casa di cristallo. Un politico nuovo che mi tenga aggiornato per la durata del suo mandato, con tutti i mezzi possibili. Che mi coinvolga nelle scelte come cittadino, e dimostri nei fatti, e non solo nelle parole, il suo spirito di servizio. Che mi dica quanto guadagna e mi dimostri di non avere interessi in gioco con la sua attività, che possano stonare con l’incarico d’amministratore. Nel 2009 questo candidato non esiste. Speriamo e lavoriamo perché presto faccia i suoi primi passi.
sabato 23 maggio 2009
Brunetta e gli edifici dove lavorano i dipendenti pubblici
Il prof. Renato Brunetta ha l'ambizioso progetto di fare dei dipendenti pubblici dei modelli di efficienza. Vigilanza sulle assenze, parametri di produttività, forti iniezioni di rigore nella gestione dei lavoratori della cosa pubblica. E' un fatto. Lo è anche che questi lavoratori, come numerosi altri cittadini fruitori di servizi, soggiornano per molte ore ogni giorno in edifici pubblici molto poco sicuri. Torno a parlare del censimento fatto dalla Protezione Civilie nel 1999 e spesso citato dalle cronache successive al terremoto di L'Aquila.
Sfogliando quindi il “Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia”, si notano subito due cose: la prima è che gli edifici in cemento armato sono generalmente più vulnerabili di quelli in muratura, la seconda che quelli più vulnerabili sono la maggioranza.
A Pescara ad esempio risultano solo due edifici in muratura a vulnerabilità medio alta contro 31 in cemento armato. Quest’ultima tipologia, a differenza di quella tradizionale, mostra altri 225 edifici a rischio medio alto. A Potenza vi è solo un edificio in muratura a rischio medio alto contro ben 198 in calcestruzzo con vulnerabilità tra alta e medio alta.
Ben il 55% degli edifici pubblici in cemento armato indagati nel 1999, ha rivelato una classe di vulnerabilità sismica alta o medio alta. In questa tipologia costruttiva mostrano un rischio alto un edificio su cinque e medio alto uno su tre. Gli edifici interessati all’indagine sono le scuole, le strutture sanitarie, le caserme, gli edifici sportivi e gli uffici pubblici.
Da notare poi come dal confronto degli effetti dei terremoti successivi al 1999, ossia quello del Molise del 2002 e quello recentissimo di L’Aquila e dintorni, si capisca che i valori di vulnerabilità del Censimento possano molto facilmente evidenziare dei falsi positivi in termini di sicurezza. Infatti, la Scuola Elementare di San Giuliano di Puglia e molti edifici in muratura crollati nel capoluogo abruzzese sono classificati a vulnerabilità medio bassa.
Stando ai numeri, in queste regioni, ben 13.819 edifici pubblici in cemento armato sarebbero molto vulnerabili ai terremoti. Il 94% di quelli abruzzesi, il 59% di quelli lucani, il 56% di quelli calabresi, il 54% di quelli campani, il 51% di quelli molisani, il 49% di quelli pugliesi ed il 47% di quelli siciliani. In termini numerici il podio spetta invece alla Calabria con 4.176 edifici, seguita dalla Campania con 4.045 e dalla Sicilia con 2.286.
Infine possiamo vedere se sia più sicuro andare a scuola od essere ricoverati in ospedale durante un terremoto, mostrando la percentuale degli edifici in calcestruzzo a rischio almeno medio alto, per tipologia di uso. Pare che i malati debbano preoccuparsi anche di altro che non la loro malattia, ma anche gli studenti non possono stare un granché tranquilli. Quasi 6 scuole od ospedali su 10 sono particolarmente vulnerabili. Per i resto degli edifici pubblici la percentuale di quelli maggiormente pericolosi scende ad uno su due.
Questi sono dati di cui dovrebbe preoccuparsi direttamente la cosa pubblica. Per questo penso al ministro Renato Brunetta. Tra le sue preoccupazioni credo debbe esserci anche quella di far lavorare i suoi dipendenti in edifici maggiormente sicuri. Non dico che i cosiddetti impiegati fannulloni od assenteisti non esistano, ma di certo a leggere i dati sopra esposti viene il sospetto che alcuni cerchino solamente di stare il meno possibile in edifici per il 50% molto vulnerabili ai terremoti.
Analoga riflessione sarebbe da presentare al ministro Maria Stella Gelmini, per evidenziare come le scuole che cerca di migliorare sotto il profilo funzionale e didattico, sono delle piccole trappole per almeno il 60% dei casi. Chiaramente qui abbiamo parlato solo degli edifici pubblici in cemento armato delle principali regioni del sud Italia. Tuttavia 7.573 scuole ed altri 6.246 edifici pubblici troppo debolmente attrezzati contro i sismi, sono un problema da non trascurare. E’ anche possibile che dal 1999, anno di pubblicazione del Censimento, ad oggi, alcuni interventi strutturali abbiano migliorato in parte questa situazione. Tuttavia nei nove anni che ci separano dal 1999, di cui sei governati da Berlusconi e tre dal Centro sinistra, non mi ricordo di nessun piano speciale di sistemazione dell’edilizia pubblica o privata volto a prevenire l’alto rischio sismico che l’Italia deve sopportare. Che triste Italia, ricca di rischi e di piccole persone e povera di visione strategica e politiche veramente utili.
A Pescara ad esempio risultano solo due edifici in muratura a vulnerabilità medio alta contro 31 in cemento armato. Quest’ultima tipologia, a differenza di quella tradizionale, mostra altri 225 edifici a rischio medio alto. A Potenza vi è solo un edificio in muratura a rischio medio alto contro ben 198 in calcestruzzo con vulnerabilità tra alta e medio alta.
Ben il 55% degli edifici pubblici in cemento armato indagati nel 1999, ha rivelato una classe di vulnerabilità sismica alta o medio alta. In questa tipologia costruttiva mostrano un rischio alto un edificio su cinque e medio alto uno su tre. Gli edifici interessati all’indagine sono le scuole, le strutture sanitarie, le caserme, gli edifici sportivi e gli uffici pubblici.Da notare poi come dal confronto degli effetti dei terremoti successivi al 1999, ossia quello del Molise del 2002 e quello recentissimo di L’Aquila e dintorni, si capisca che i valori di vulnerabilità del Censimento possano molto facilmente evidenziare dei falsi positivi in termini di sicurezza. Infatti, la Scuola Elementare di San Giuliano di Puglia e molti edifici in muratura crollati nel capoluogo abruzzese sono classificati a vulnerabilità medio bassa.
Stando ai numeri, in queste regioni, ben 13.819 edifici pubblici in cemento armato sarebbero molto vulnerabili ai terremoti. Il 94% di quelli abruzzesi, il 59% di quelli lucani, il 56% di quelli calabresi, il 54% di quelli campani, il 51% di quelli molisani, il 49% di quelli pugliesi ed il 47% di quelli siciliani. In termini numerici il podio spetta invece alla Calabria con 4.176 edifici, seguita dalla Campania con 4.045 e dalla Sicilia con 2.286.
Infine possiamo vedere se sia più sicuro andare a scuola od essere ricoverati in ospedale durante un terremoto, mostrando la percentuale degli edifici in calcestruzzo a rischio almeno medio alto, per tipologia di uso. Pare che i malati debbano preoccuparsi anche di altro che non la loro malattia, ma anche gli studenti non possono stare un granché tranquilli. Quasi 6 scuole od ospedali su 10 sono particolarmente vulnerabili. Per i resto degli edifici pubblici la percentuale di quelli maggiormente pericolosi scende ad uno su due.Questi sono dati di cui dovrebbe preoccuparsi direttamente la cosa pubblica. Per questo penso al ministro Renato Brunetta. Tra le sue preoccupazioni credo debbe esserci anche quella di far lavorare i suoi dipendenti in edifici maggiormente sicuri. Non dico che i cosiddetti impiegati fannulloni od assenteisti non esistano, ma di certo a leggere i dati sopra esposti viene il sospetto che alcuni cerchino solamente di stare il meno possibile in edifici per il 50% molto vulnerabili ai terremoti.
Analoga riflessione sarebbe da presentare al ministro Maria Stella Gelmini, per evidenziare come le scuole che cerca di migliorare sotto il profilo funzionale e didattico, sono delle piccole trappole per almeno il 60% dei casi. Chiaramente qui abbiamo parlato solo degli edifici pubblici in cemento armato delle principali regioni del sud Italia. Tuttavia 7.573 scuole ed altri 6.246 edifici pubblici troppo debolmente attrezzati contro i sismi, sono un problema da non trascurare. E’ anche possibile che dal 1999, anno di pubblicazione del Censimento, ad oggi, alcuni interventi strutturali abbiano migliorato in parte questa situazione. Tuttavia nei nove anni che ci separano dal 1999, di cui sei governati da Berlusconi e tre dal Centro sinistra, non mi ricordo di nessun piano speciale di sistemazione dell’edilizia pubblica o privata volto a prevenire l’alto rischio sismico che l’Italia deve sopportare. Che triste Italia, ricca di rischi e di piccole persone e povera di visione strategica e politiche veramente utili.
mercoledì 20 maggio 2009
La suprema razza Italiana
"Non esistono società multietniche": è l’affermazione di Ida Magli, che oggi firma un pezzo su il Giornale. Raccomando veramente a tutti di leggerlo: è illuminante (LINK). Lo è, a mio avviso, in senso estremamente negativo. La professoressa Magli parte con il mostrare il confronto tra le diverse culture esclusivamente in termini di conflitto, di sopravvivenza di alcune a dispetto di altre. Prosegue quindi con l’esigenza di sostituirsi alla debole Chiesa cattolica nella difesa del vangelo per poi inorridire nel verificare che le posizioni della CEI sono sorprendentemente vicine a quelle della sinistra. Il pensiero, a questo punto delirante, scivola poi nel porre la farneticante considerazione che i figli degli immigranti non potranno mai comporre le opere di un Puccini o dipingere i quadri di un Mantenga. Infine parla del “senso di condanna a morte che si respira nell’aria” e del “sentirsi assediata” della popolazione italiana, aggredita dalla orde degli immigrati. Alla fine l’esortazione a che gli interessi della nazione possano essere “concentrati sui bisogni della procreazione, delle madri, delle famiglie - … - Quel poco che ha fatto il governo Berlusconi, è soltanto un segno di buona volontà, non ciò che sarebbe necessario: una nuova organizzazione impegnata psicologicamente ed economicamente a far nascere molti italiani. E soprattutto, al di là delle cose concrete: cominciare a far sentire agli italiani che qualcuno li ama e vuole che essi vivano.”.Il Cavaliere ama il Popolo Italiano! Italiani fate molti figli! Viva la pura razza Italiana! La Chiesa è troppo debole nel difendere l’identità dei cristiani, ci debbono pensare gli Italiani migliori! Sono solo alcuni terrificanti slogan che mi sembra possano ben dirsi adeguati a tali assurde farneticazioni.
Lo dica ad Obama che le culture non possono integrarsi, lo spieghi a Schwarzenegger, l’austriaco governatore della California o lo insegni a Rudolph Giuliani, discendente newyorkese degli immigrati italiani. Ci faccia capire la professoressa come abbia potuto vincere le elezioni in India l’italiana Sonia Ghandi, o come il figlio di un Ungherese abbia potuto diventare “le President de la Republique”in Francia. Mi spiace aver interrotto lo stile solitamente pacato e non polemico di LEXCIVILIS, ma vedo nelle parole della Magli e leggo nei commenti entusiastici di decine di lettori della versione online del quotidiano della famiglia di Berlusconi, un segnale che mi inquieta. Il sottile ed infido strisciare del razzismo, basato sull’ignoranza e sulla paura dell’altro e del diverso.
L’Italia ha una grande tradizione ed una grande cultura che sarebbero molto meglio tutelate non già dalle barricate contro qualche migliaio di poveracci che bussano alle nostre porte ma dal restituire dignità alle nostre più alte tradizioni. La migliore Italia è certamente offesa più dalla spazzatura che quotidianamente intasa le nostre televisioni pubbliche e private, dallo spettacolo da circo di molti rappresentati delle istituzioni, dalle piccolezze di alcuni dei suoi più autorevoli rappresentanti. Un paese in cui la massima aspirazione di una diciottenne è avere un seno rifatto e quella di un suo coetaneo maschio, quella di spaccare la faccia a chi guarda troppo a lungo la sua ragazza, ha di certo bisogno di multietnicità. Ripartiamo quindi dalla semplice cortesia ed educazione che almeno fino a qualche decennio fa ci ha sempre contraddistinto. Sentimenti e comportamenti da offrire agli altri e da pretendere da tutti. Quindi dico alla professoressa Magli: “Credo che si sbagli e che la sua sia una posizione del tutto pretestuosa, dettata solo dalla palese piaggeria nei confronti del capo del Governo. Lei usa argomentazioni incomplete in modo inesatto e confonde valori e fatti, altrimenti molto chiari. Credo che così lei offenda le migliori tradizioni di intelligenza e di solidarietà del Popolo Italiano. Sono però contento che possa esprimere liberamente il suo parere. Chissà se avrebbe potuto farlo se nel 1942 gli americani e gli inglesi non avessero imposto un po di multietnicità alla nostra povera Italia. Distinti saluti."
Edoardo Capulli
Lo dica ad Obama che le culture non possono integrarsi, lo spieghi a Schwarzenegger, l’austriaco governatore della California o lo insegni a Rudolph Giuliani, discendente newyorkese degli immigrati italiani. Ci faccia capire la professoressa come abbia potuto vincere le elezioni in India l’italiana Sonia Ghandi, o come il figlio di un Ungherese abbia potuto diventare “le President de la Republique”in Francia. Mi spiace aver interrotto lo stile solitamente pacato e non polemico di LEXCIVILIS, ma vedo nelle parole della Magli e leggo nei commenti entusiastici di decine di lettori della versione online del quotidiano della famiglia di Berlusconi, un segnale che mi inquieta. Il sottile ed infido strisciare del razzismo, basato sull’ignoranza e sulla paura dell’altro e del diverso.
L’Italia ha una grande tradizione ed una grande cultura che sarebbero molto meglio tutelate non già dalle barricate contro qualche migliaio di poveracci che bussano alle nostre porte ma dal restituire dignità alle nostre più alte tradizioni. La migliore Italia è certamente offesa più dalla spazzatura che quotidianamente intasa le nostre televisioni pubbliche e private, dallo spettacolo da circo di molti rappresentati delle istituzioni, dalle piccolezze di alcuni dei suoi più autorevoli rappresentanti. Un paese in cui la massima aspirazione di una diciottenne è avere un seno rifatto e quella di un suo coetaneo maschio, quella di spaccare la faccia a chi guarda troppo a lungo la sua ragazza, ha di certo bisogno di multietnicità. Ripartiamo quindi dalla semplice cortesia ed educazione che almeno fino a qualche decennio fa ci ha sempre contraddistinto. Sentimenti e comportamenti da offrire agli altri e da pretendere da tutti. Quindi dico alla professoressa Magli: “Credo che si sbagli e che la sua sia una posizione del tutto pretestuosa, dettata solo dalla palese piaggeria nei confronti del capo del Governo. Lei usa argomentazioni incomplete in modo inesatto e confonde valori e fatti, altrimenti molto chiari. Credo che così lei offenda le migliori tradizioni di intelligenza e di solidarietà del Popolo Italiano. Sono però contento che possa esprimere liberamente il suo parere. Chissà se avrebbe potuto farlo se nel 1942 gli americani e gli inglesi non avessero imposto un po di multietnicità alla nostra povera Italia. Distinti saluti."
Edoardo Capulli
sabato 9 maggio 2009
Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo,Basilicata,Calabria,Campania,Molise,Puglia e Sicilia

Dopo tanto cercare ho finalmente trovato, presso la Biblioteca Alessandrina di Roma, una copia del "Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia". L'opera è reperibile presso le biblioteche del Servizio Bibliotecario Nazionale, usando il codice IT\ICCU\CFI\0478458. Citato più volte da Franco Barberi nelle giornate successive al tragico terremoto di L'Aquila, il documento di 1.450 pagine in tre volumi elenca gli edifici pubblici delle zone indicate, dando una classificazione di vulnerabilità sismica. La scala di pericolo è di facile interpretazione ed è la seguente:
B Bassa
MB Medio Bassa
M Media
MA Medio Alta
A Alta.
Gli edifici censiti in 1.510 comuni di sette regioni del centro-sud Italia, sono stati circa 41.000, il 24% dei quali definiti "complessi di culto". Per la rilevazione ci si è avvalsi di ingegneri, architetti e geometri assunti tra i Lavoratori Socialmente Utili. Il progetto avviato nel 1995 e terminato nel 1999, è stato finanziato con circa €450.000, impiegando ben 1.066 lavoratori, di cui 918 tecnici e 148 tra informatici ed amministrativi. Tutti i lavoratori hanno prima partecipato ad un corso di 40 ore divise equamente tra teoria e pratica allo scopo di acquisire le necessarie competenze sulla vulnerabilità sismica degli edifici. Nell'insieme sono state coinvolte 15 Prefetture per il monitoraggio e la raccolta delle schede di rilevazione, sotto la guida del GNDT-CNR. Grande cura è stata posta nel controllo sugli errori fatti definendo limiti di qualità molto rigorosi. Altri €246.000 sono stati spesi per i rimborsi spese di viaggio ed €119.000 per docenze. Le spese per gli spostamenti sono state comunque tenute sotto controllo evitando tragitti superiori ai 50 Km, mentre le azioni di tutoraggio sono state svolte direttamente dal GNDT (Gruppo Nazionale per la Difesa dai terremoti).
Nel terzo volume gli edifici sono elencati per regione e comune, con le caratteristiche strutturali, e l'indice di vulnerabilità. Si scopre subito che all'Aquila vi erano ben 10 edifici in muratura a rischio alto o medio alto. Manco a dirlo i primi dell'elenco sono il Conservatorio di via Gaglioffi e la Prefettura. Sfogliando il volume non mancano le sorprese, come il fatto che l'unica scuola elementare di San Giuliano di Puglia, crollata nel terremoto di novembre 2002, è stata classificata a rischio medio basso.
Scopriamo ancora ad una prima veloce lettura che a Chieti vi sono esattamente 100 edifici in cemento armato classificati a rischio alto ed 88 medio alto. A Pescara compaiono 258 edifici a rischio alto o medio alto, mentre a Teramo ve ne sarebbe solo 1. Questo per far riferimento solo all'Abruzzo. Nei prossimi giorni avrò modo di pubblicare alcuni di questi dati riguardanti altre regioni. Nel frattempo, se abitate in una delle regioni interessate e volete sapere la classificazione della scuola dei vostri figli o dell'edificio pubblico dove lavorate, potete scrivermi alla casella lexcivilis@gmail.com. Sarà ben lieto di rispondere, informandovi su quale sia la classificazione riportata nel censimento.
Edoardo Capulli
martedì 21 aprile 2009
Terremoto Abruzzo: dati SUBITO online!
Da troppi giorni sentiamo solo annunci e spot. Siamo pieni di informazioni del tutto generiche ed assistiamo al solito balletto dei politici sulle macerie delle case distrutte. La comunità di Internet e tutta quella civile, devono mobilitarsi per avere dati certi. Chiediamo al Governo che i dati siano subito pubblicati sui siti istituzionali. Vogliamo sapere quali scuole e quali edifici pubblici sono lesionati o compromessi per sempre. Vogliamo sapere a chi competeva la manutenzione. Lo vogliamo sapere ora, avendo la garanzia di essere aggiornati nel tempo. Pubblicate i dati su Internet ed in edicola, magari con un'edizione speciale dei principali quotidiani. Sarebbe importante che nello stesso modo ci sia messo sotto gli occhi il tanto famoso "Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia" redatto nel 1999 dalla Protezione Civile di Barberi.
Edoardo Capulli da LEXCIVILIS
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