


Non norme attinenti al Diritto Civile ma riflessioni su un concetto di Legge che possa meritare l'aggettivo "civile" per il particolare valore intrinseco in termini di rispetto dei diritti privati e sociali dei cittadini.



Sul tema del biotestamento, molto caldo ai tempi della vicenda di Eluana Englaro, neppure un quotidiano tradizionalmente mite come La Stampa, riesce a mantenere toni pacati. Nell'articolo di martedì 14 luglio a pagina 12 (LINK), si parla di "Battaglia sul biotestamento", di "centro della bufera", di testo anti-eutanasia "che spacca trasversalmente le forze politiche tra laici e cattolici".

Prima delle passate elezioni di giugno 2009 alcune testate giornalistiche pubblicizzavano l'idea di non andare a votare per le province perché non servono. Questa cosa non mi è piaciuta, pur essendo convinto che questi enti sono inutili e forse per questo "dannosi". Dal mio punto di vista, le province sono inutili perché le poche attività originali che si trovano a dover gestire, possono essere svolte meglio dalle regioni o dai comuni. Tuttavia fino a quando non si farà una vera riassegnazione dei loro compiti ad altri enti, non potranno essere abolite. Tenuto conto di questi fatti, l'idea del "non voto" di protesta sembra contraria al senso civile che deve animare tutti i cittadini di buona volontà. La campagna portata avanti ad esempio dal magazine Libero di Feltri, sembra quindi più una via di mezzo tra una pubblicità gratuita alla testata ed un maldestro tentativo di distogliere l'elettorato della parte avversa dalla presenza ai seggi.
Ben il 55% degli edifici pubblici in cemento armato indagati nel 1999, ha rivelato una classe di vulnerabilità sismica alta o medio alta. In questa tipologia costruttiva mostrano un rischio alto un edificio su cinque e medio alto uno su tre. Gli edifici interessati all’indagine sono le scuole, le strutture sanitarie, le caserme, gli edifici sportivi e gli uffici pubblici.
Stando ai numeri, in queste regioni, ben 13.819 edifici pubblici in cemento armato sarebbero molto vulnerabili ai terremoti. Il 94% di quelli abruzzesi, il 59% di quelli lucani, il 56% di quelli calabresi, il 54% di quelli campani, il 51% di quelli molisani, il 49% di quelli pugliesi ed il 47% di quelli siciliani. In termini numerici il podio spetta invece alla Calabria con 4.176 edifici, seguita dalla Campania con 4.045 e dalla Sicilia con 2.286.
Infine possiamo vedere se sia più sicuro andare a scuola od essere ricoverati in ospedale durante un terremoto, mostrando la percentuale degli edifici in calcestruzzo a rischio almeno medio alto, per tipologia di uso. Pare che i malati debbano preoccuparsi anche di altro che non la loro malattia, ma anche gli studenti non possono stare un granché tranquilli. Quasi 6 scuole od ospedali su 10 sono particolarmente vulnerabili. Per i resto degli edifici pubblici la percentuale di quelli maggiormente pericolosi scende ad uno su due.
"Non esistono società multietniche": è l’affermazione di Ida Magli, che oggi firma un pezzo su il Giornale. Raccomando veramente a tutti di leggerlo: è illuminante (LINK). Lo è, a mio avviso, in senso estremamente negativo. La professoressa Magli parte con il mostrare il confronto tra le diverse culture esclusivamente in termini di conflitto, di sopravvivenza di alcune a dispetto di altre. Prosegue quindi con l’esigenza di sostituirsi alla debole Chiesa cattolica nella difesa del vangelo per poi inorridire nel verificare che le posizioni della CEI sono sorprendentemente vicine a quelle della sinistra. Il pensiero, a questo punto delirante, scivola poi nel porre la farneticante considerazione che i figli degli immigranti non potranno mai comporre le opere di un Puccini o dipingere i quadri di un Mantenga. Infine parla del “senso di condanna a morte che si respira nell’aria” e del “sentirsi assediata” della popolazione italiana, aggredita dalla orde degli immigrati. Alla fine l’esortazione a che gli interessi della nazione possano essere “concentrati sui bisogni della procreazione, delle madri, delle famiglie - … - Quel poco che ha fatto il governo Berlusconi, è soltanto un segno di buona volontà, non ciò che sarebbe necessario: una nuova organizzazione impegnata psicologicamente ed economicamente a far nascere molti italiani. E soprattutto, al di là delle cose concrete: cominciare a far sentire agli italiani che qualcuno li ama e vuole che essi vivano.”.|
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