domenica 10 febbraio 2008

Ci vuole un altro passo, un'altra marcia. Farmer Market

Passo, marcia, allusioni prese dal gergo delle corse a piedi ed a motore. C'è una bella intuizione nella Finanziaria del 2007, al comma 1065 dell'Art. 1: la creazione di mercati agricoli dei produttori. Infatti se l'Euro ha bucato i portafogli degli italiani, la filiera della distribuzione e della vendita al dettaglio è stata così brava, da far guadagnare sempre meno i produttori, aumentando però i prezzi ai consumatori. A quanto pare non era solo la classe dirigente di confcommercio che sapeva fare bene gli affari propri, forse anche qualcuno della categoria eccelle nell'arte tutta italiana di arrangiarsi con furbizia.

Ecco il comma citato:
Legge n° 296 del 2006, Art. 1 comma 1065. Al fine di promuovere lo sviluppo dei mercati degli imprenditori agricoli a vendita diretta, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di natura non regolamentare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i requisiti uniformi e gli standard per la realizzazione di detti mercati, anche in riferimento alla partecipazione degli imprenditori agricoli, alle modalità di vendita e alla trasparenza dei prezzi, nonché le condizioni per poter beneficiare degli interventi previsti dalla legislazione in materia.

L'idea era ottima: creare mercati in cui i produttori agricoli vendano direttamente ai consumatori. Chiaramente per i dettagli si prevedeva un decreto di natura non regolamentare, del Ministro delle politiche agricole, da adottare entro marzo 2007. Si risolveva parte del problema del caro spesa con una strategia che in altri paesi, dagli Stati Uniti all'Europa, oltre che in alcuni limitati casi già visti in Italia, aveva portato ottimi risultati.

Da allora in avanti c'è di che rimanere allibiti. Nonostante un ministro del calibro del Professor Paolo De Castro, prodiano di lungo corso ed esperto di politiche agricole dal curriculum impressionante per il numero di incarichi prestigiosi, il famoso decreto non è uscito che il 20 novembre 2007. Un anno perso con la più assoluta indifferenza per le evidenti difficoltà in cui si dibattono le massaie italiane alle prese con ortaggi pagati a peso d'oro. Certo il ministro non sentirà mai di aver fatto una qualche figuraccia, dato che è assolutamente in buona compagnia: chi ha mai visto uno di questi pur richiestissimi decreti di natura non regolamentare, uscire prima di molti mesi di ritardo ? Si può dire che un po di tempo sia stato speso nei contatti con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome e che altro sia stato impiegato nel sentire le associazioni di categoria.
Ma possiamo dirci un pò delusi da ben otto mesi di ingiustificato ritardo ?
Io rimano allibito, vedendo prima un curriculum del ministro che inorgoglirebbe qualsiasi agricoltore italiano, ricco di incarichi accademici che ne farebbero sulla carta una persona capace e competente. Poi però vedo che una cosa così semplice ma di così grande presa per i cittadini, viene fatta tardi e perdippiù senza dare alla cosa alcun risalto. Infatti se andate sul sito del ministero vi sfido a trovare almeno la più piccola notizia che parli del decreto e delle possibilità che offre. Il curriculum del ministro lo trovate subito, basta un solo click: di questi tempi certo si capisce, deve trovarsi un lavoro.
Fine della polemica, lasciamo sbollire la delusione e la rabbia.

Il decreto (LINK al decreto) detta le linee guida per istituire i mercati. Il titolo è chiaro : Attuazione dell'articolo 1, comma 1065, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sui mercati riservati all'esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli. All'interno solo quattro articoli:
Art. 1. Mercati riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli;
Art. 2. Soggetti ammessi alla vendita nei mercati agricoli di vendita diretta;
Art. 3. Disciplina amministrativa dei mercati agricoli di vendita diretta;
Art. 4. Modalità di vendita dei prodotti agricoli.
Punti essenziali sono che i comuni istituiscono od autorizzano questi mercati, meglio conosciuti come Farmer market. Le richieste di autorizzazione complete, si intendono automaticamente accolte, se non vi è risposta dopo 60 giorni dalla presentazione. I mercati possono essere costituiti su area pubblica, in locali aperti al pubblico nonché su aree di proprietà privata. I produttori devono essere iscritti al registro delle imprese ed operare nel territorio della regione o dei comuni limitrofi. Sinceramente credo di aver visto molti pochi comuni che si siano adoperati per far emergere questa bella novità: forse sono tutti presi dalla lotta politica che divampa. Poche anche le informazioni su internet che si riescono a trovare, ve ne elenco alcune a titolo di esempio, utili per farvi una vostra opinione. Diamoci tutti da fare per stimolare le nostre amministrazioni a dare vita a questi mercati e ricordiamo ai nostri ministri di dormire di meno sugli allori, dato che li paghiamo per lavorare presto e bene.

LINK sui Farm Market:
Decreto 20 novembre 2007
Metropolis: Progetto Farm Market sulla costiera amalfitana
Il Maiale ubriaco: i Mercati della terra
Alice economia: Farmer Market
Farmer Market a Los Angeles
Help consumatori: Farmer markets
Madison Farmer Market
Wikipedia: Farmers' Market

Edoardo Capulli

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli