domenica 7 ottobre 2007
Aumenti per gli insegnati e gli amministrativi delle scuole
E' stato fatto l'accordo per gli aumenti degli stipendi degli insegnanti e gli amministrativi della scuola. Si parla rispettivamente di importi medi pari ad € 147 ed € 93.
Il ministro Fioroni sembra davvero occuparsi della scuola: qualche tempo fa una reprimenda sui professori fannulloni, poi un decreto su questo problema, a seguire il passaggio in ruolo di molti precari, la reintroduzione degli esami di riparazione ed ora gli aumenti. Verrebbe da dire il bastone e la carota, per di più nel giusto ordine dettato dal proverbio.
Certo l'aumento non va interpretato come potrebbe farlo un dipendente di una azienda privata, come un compenso per un lavoro migliore in termini qualitativi e di produttività. Qui i riferimenti sono di altro tipo, almeno a leggere quanto scritto a cadenza triennale dal Programme for International Student Assessment dell’Ocse. Questo istituto produce uno studio che mette a confronto la qualità dei sistemi scolastici di moltissimi paesi, misurando gli effetti che questi producono sui quindicenni. Devo dire che leggere i risultati non è facilissimo ma neppure impossibile: appare chiaro che la scuola italiana ne esce malconcia. Quindi l'aumento non è per dire: bravi, buon lavoro, continuate così ! Forse è per dire: da oggi si cambia registro, il primo passo lo fa il ministro ma le cose devono subito migliorare.
Se questa è la strategia, credo sia apprezzabile. Conosco bene la scuola per averci insegnato per circa due anni e per quanto mi riporta mia moglie che lavora in una segreteria. Io da giovane professore ne sono fuggito, afflitto da una prospettiva di frustrazione per l'appiattimento dei valori e l'assenza di meritocrazia per gli insegnanti. Dal quadro che emerge dalle parole dei molti amici che lavorano nella scuola, ci sono i tratti di un sistema in cui prevale l'assenteismo, l'impreparazione, l'omertà, una pressoché comune disattenzione delle regole minime del lavoro: come a dire in quindici anni nulla è migliorato.
Non emerge dalla scuola italiana, la figura dello studente, come quella centrale attorno alla quale lavorare. Emerge un sistema di ripartizione di pubblici stipendi, fatto spesso di manager, insegnanti ed impiegati carenti sul fronte delle specifiche qualità che il loro ruolo imporrebbe.
Più che nelle parole, avverto però come nei toni e nelle azioni del ministro attuale ci sia una vena di decisione e di impegno verso una scuola migliore: caso unico in questi tempi tribolati, l'ex ministro, Letizia Moratti, ha avuto parole di apprezzamento. Buon lavoro ministro, auguri.
Edoardo Capulli
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento
dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli