domenica 9 marzo 2008

Elezioni 2008: i programmi elettorali sull'istruzione (il PD)

L'analisi dei programmi dei principali schieramenti politici che si affrontano per le prossime elezioni di aprile comincia con quanto viene detto dai singoli candidati in relazione alla Scuola, all'Università e Ricerca ed alla Formazione. Oggi pubblico quanto presente nel programma del candidato Veltroni e nei prossimi post i contenuti analoghi presentati da Berlusconi, Casini e Bertinotti. Il lavoro di analisi prende come dato di partenza i programmi presentati dai partiti e scaricabili andando a vedere il mio post del 2 marzo scorso dal titolo "I programmi a confronto".

Programma Scuola, Università e Ricerca e Formazione di Walter Veltroni

A sinistra il programma ed a destra le mie fallibili valutazioni
Scuola: Si vede la mano di chi conosce almeno i numeri della Scuola. Si tocca il problema del merito ma solo in termini premianti per i docenti. Per questi c'è la carota ma manca il bastone. Una spruzzata di demagogia spicciola con trovate furbesche come le scuole "belle" e i "100 campus". Non si parla di partecipazione dei giovani, non si parla di divario nord-sud, come pure di collegamento con il modo produttivo alle superiori. L'orientamento è assente. Sostanzialmente un programma distante dalla Scuola ma con qualche proposta buona.
• Portare al diploma l’85% dei nostri ragazzi Sembra strano ma un'occhiata al sito ISTAT ci fa capire che con il 76,3% dei 19enni diplomati siamo effettivamente molto al di sotto di questo "traguardo". Almeno sul diploma le femmine battono i maschi: a 19 anni le diplomate sono l'80,5% contro il 72,3% dei maschi.
• Più autonomia Se si vuole dire che i professori possono fare (retribuiti) le loro dispense, sollevando le famiglie dall'obbligo dell'acquisto dei libri, sono contento. Così come lo sarei vedendo una vera autonomia che permetta di scegliere tra scuole diverse.
• Investire sugli insegnanti premiandone la loro carriera professionale il merito è l’impegno Un fatto è che in Italia abbiamo uno dei peggiori livelli di preparazione degli studenti: viene da chiedersi quale sia il premio che dovremmo dare agli insegnanti. Spero solo che si voglia dire valutazione e meritocrazia da imporre con ferma determinazione agli insegnanti.
• Più ore di matematica Va bene l'inglese ma non scordiamoci l'informatica, concetti di economia, le scienze e la storia degli ultimi anni.
• Sperimentare l’insegnamento in inglese di una materia curriculare Ottimo.
• Fare delle scuole gli edifici più belli di ogni quartiere Bravo chi ci crede.
• 100 nuovi “campus della scuola dell’obbligo” pronti entro il 2010 Numero magico il "100", come pure il "2010". Argomento e proposta serie, rovinate probabilmente da qualche esperto di marketing autodidatta.
• Educazione allo sport dalle elementari Chiacchere. Lo sport si fa, costruendo e gestendo bene gli impianti sportivi.
Università: Su questo punto si vede una distanza tra la percezione dei problemi e la realtà anche se non mancano elementi di interesse. Si propongono interventi strutturali ed organizzativi ma manca sempre il collegamento con il mondo produttivo e con la formazione a distanza. La proposta dei "1000" ricercatori sembra una trovata pubblicitaria a buon mercato.
• Meno sedi, più specializzate Intervento strutturale concreto che contrasta bene l'esplosione delle "univeritaruccie" nate come funghi negli ultimi anni.
• Più autonomia, per valutare i risultati e assegnare i fondi (almeno il 30%) tramite valutazione dell’Agenzia Nazionale Bene assegnare i fondi sulla base dei risultati, valutati da un arbitro esterno.
• Internazionalizziamo le nostre università per superare le chiusure baronali e puntare sull’eccellenza Punto molto fumoso e con qualche sapore di demagogia.
• Borse di studio spendibili in qualsiasi università Ottimo.
• Erasmus davvero accessibile per tutti Probabilmente mancano gli argomenti e quindi si mette in pentola questo punto che sembra puramente amministrativo: ma se Erasmus funziona male, non serve scomodare un programma elettorale per farlo ripartire !
• Garantire a 1000 giovani ricercatori ad alto potenziale di lavorare “liberi” attorno alle loro idee L'evocazione dei numeri magici come questo "1000" da un tono da "specchietto per le allodole" ad una buona proposta: perché non 1200, o 980 o 2600 ?
Formazione: Qui si marca la differenza con gli altri programmi che trascurano questo elemento. E' invece molto importante capire che oggi lo studio non finisce con la scuola o l'università ma deve continuare con la formazione professionale continua, unica difesa contro la perdita di lavoro a 50 anni. Bene.
Formazione permanente: garantire la continuità dell’occupazione facendo della formazione permanente un nuovo diritto di cittadinanza, con la tutela del reddito in caso di disoccupazione e con un sistema efficiente di servizi per il reimpiego Ottimo.

Nei prossimi post i programmi dei concorrenti di Veltroni sugli stessi argomenti e poi, prima di affrontare altri temi, uno speciale sui titoli di studio dei candidati Presidente a confronto con tutti i predecessori e con i principali leader del mondo degli ultimi anni.

Edoardo Capulli

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli