Gli schieramenti più piccoli e più estremi identificano facilmente il voto utile con quello di parte. In sostanza se sei di destra o di sinistra, vota per la lista che rappresenta meglio i tuoi ideali, in modo da aumentare l’influenza politica della tua parte sul prossimo governo. Gli schieramenti maggiori ci spiegano il voto utile come un voto di merito, ossia lo legano alla bontà dei programmi ed all’effettiva possibilità di raggiungere un numero di voti sufficienti ad assicurare una stabilità al futuro governo.
Devo dire subito che almeno ai miei occhi questa posizione non ha in fondo una grande credibilità. Infatti che io mi rammenti i nostri governi non si sono mai veramente applicati alla realizzazione dei programmi elettorali. Nessuno di noi cittadini italiani, si ricorda davvero di un Presidente del Consiglio che periodicamente ci informasse su quale punto fosse stato appena realizzato. Forse perché erano troppo intenti a curare gli interessi di alcuni a discapito di quelli di tutti o perché imbrigliati in sistemi di complicate alleanze, nessuno degli ultimi due schieramenti ci ha abituato a pensare alla realizzazione del programma come ad una eventualità seria.
Allora forse proprio noi cittadini possiamo scoprire un altro metro per riconoscere il voto utile: quello della competenza e della fiducia che ci ispirano i candidati. Dalla storia personale e dal curriculum di studio, professionale e politico di ciascun candidato possiamo trarre quegli elementi utili a formarci una nostra opinione sull'affidabilità, l’onestà, la competenza nella comprensione delle questioni economiche e sociali dei singoli candidati. Possono essere criteri di giudizio per la definizione di un voto utile, migliori rispetto alla semplice lettura dei programmi o ad una scelta di parte.
Infine non credo affatto che un voto ad una lista o ad un candidato per appoggiare i valori i valori che questo dice di voler difendere, sia oggi un voto utile. Nel bestiario politico attuale faccio fatica a vedere chi possa parlare di valori con la coerenza e la profondità dei non pochi servitori dello Stato che in passato abbiamo saputo scegliere.
Oggi l'Italia è immersa in una serie di urgenze gravi ed importanti. Abbiamo bisogno di chi voglia e sappia impegnarsi con serietà e determinazione e non solo con le chiacchiere. Come quando si sceglie il chirurgo che ci opererà al cuore, non si guarda tanto ai dettagli ma si guarda molto alla sostanza.
Allora dobbiamo darci delle priorità e dei criteri nella scelta che faremo: la prima è la gestione efficace dell'economia; la seconda è l’impegno nel rinnovamento dell’Italia. Prima di tutto quindi serve la capacità di gestire le crisi cicliche portate dalla globalizzazione, caratteristica che rappresenta la prima motivazione di scelta degli elettori dei paesi democratici. In second’ordine, meno urgente ma più importante del primo punto, ci vuole un leader che ci dia la garanzia di voler cambiare questa vecchia ed inefficiente gestione dello Stato e della Giustizia: un uomo che abbia il coraggio di dimostrare che in Italia la spazzatura non sta solo nelle strade di Napoli ma alle volte siede anche ai posti di potere.
Edoardo Capulli

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli