mercoledì 12 marzo 2008

Elezioni 2008: i programmi elettorali sull'istruzione (UDC)

Quarto ed ultimo appuntamento con l'analisi dei programmi sull'Istruzione dei principali schieramenti politici che si affrontano per le prossime elezioni di aprile. Vediamo quanto viene detto da Casini in relazione alla Scuola, all'Università e Ricerca ed alla Formazione. Nei precedenti post ho parlato dei programmi di Veltroni, di Berlusconi e di Bertinotti. Il lavoro di analisi prende come dato di partenza i programmi presentati dai partiti e scaricabili andando a vedere il mio post del 2 marzo scorso, dal titolo "I programmi a confronto".


A sinistra il programma ed a destra le mie fallibili valutazioni

Scuola E' assurdo parlare di programma. Non c'è una visione analitica della Scuola ma solo un tentativo di fare contente quelle gerarchie ecclesiastiche che solitamente si commuovono molto al sentir parlare di contributi. Programma settario e poco democratico.
Maggiori investimenti nella scuola pubblica. Si liquida sbrigativamente il problema senza considerare che abbiamo la peggiore scuola d'Europa. Sembra quasi che questo punto sia buttato qua solo per poter dare forza a quello successivo, forse unico interesse degli sponsor del candidato.
“Buono scuola” per la libertà d’educazione: contributo alle spese della retta per i figli che frequentano scuole paritarie. Punto molto caro al Vaticano e perdippiù trattato con una vera punta di sentimentalismo, quendo si parla di contributo. Forse varrebbe la pena di proporre soluzioni meno pasticciate ridando dignità completa anche alle scuole private ma chiedendo in cambio quote di accesso anche per i meno abbienti.
Deduzione dal reddito delle spese (rette e mensa) per gli asili nido, le scuole materne e i libri scolastici. Una proposta concreta ma che rischia di non intaccare se non in minima parte il problema. Un impiegato della classe media (elettore tipo di Casini ?) sarebbe contento per poter risparmiare qualche centinaia di Euro; un operaio continuerebbe a non poter mandare i figli all'asilo.
Università: E' forse il programma che parla maggiormente di università. Tuttavia sembrano combinarsi una serie di proposte poco articolate ed un po vaghe: eccetto un paio che sembrano concrete e realizzabili. Sostanzialmente si vede un programma fatto da chi sa di coa stia parlando.
Aumento dei salari dei ricercatori e professori universitari. Bella mossa elettorale, si promettono aumenti e non si chiede niente in cambio: esultate gente la DC è tornata.
Aumentare il finanziamento pubblico alla ricerca fino ad almeno l’1.8% del Pil, evitando i finanziamenti a pioggia o destinati a progetti di scarso valore Punto ben formulato e del tutto condivisibile.
Designare un corpo qualificato di valutatori dei progetti, eventualmente integrato da esperti non italiani di riconosciuto valore. Ottimo, veramente.
Destinare una quota dei finanziamenti (10-15%) ai giovani ricercatori, con l’obiettivo di far emergere nuovi talenti. Rispetto ai punti simili dei programmi concorrenti, questa proposta ha un tocco di concretezza maggiore e pare ben formulata.
Riservare quote incentivanti di finanziamenti pubblici a gruppi di ricerca che si consorzino su progetti strategici. Punto molto poco chiaro e fumoso.
Detrazione e detassazione dell’investimento dei privati nella ricerca. Ottimo.
Maggiore coinvolgimento delle Fondazioni bancarie nei finanziamenti alle Università. E perché solo delle Fondazioni bancarie ?
Ridurre la frammentazione universitaria. Bloccare l’istituzione di nuovi atenei, ma potenziare le strutture esistenti avendo come modello i “campus universitari”. Intervento strutturale simile a quello del PD ma almeno nella sua formulazione maggiormente concreto. Individua sia l'esigenza che una possibile soluzione.
Responsabilizzare l’autonomia degli atenei attraverso meccanismi premianti e penalizzanti, collegati con parametri qualitativi delle prestazioni offerte, sia a livello di fondo ordinario di finanziamento che di stipendio del personale. Questo sembra essere un punto di una complessità realizzativa davvero molto grande. Poco concreto.
Borse di studio all’estero per studenti meritevoli, in aggiunta a quanto già previsto dalla normativa nazionale ed europea. Ottimo, anche se il problema per i nostri ragazzi non è trovare da fare all'estero ma in Italia.
Formazione: Anche qui manca del tutto l'accenno alla necessità della formazione continua per mantenete una reale competitività dei lavoratori. Solo un partito ha formulato proposte in tal senso inquadrandole nell'argomento dell'Istrizione.

Il prossimo post conterrà uno speciale sui titoli di studio dei candidati Presidente a confronto con tutti i predecessori e con i principali leader del mondo degli ultimi anni.

Edoardo Capulli

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli