Roma è stata definita molto spesso come la città della fontane. A dire il vero la tradizionale passione per le terme e l'acqua che animava gli antichi romani, ha contagiato nei secoli la popolazione locale fino ad oggi, quando in tutta l'Urbe compaiono ancora le tradizionali fontanelle da cui sgorga limpida e fresca l'acqua.Certo sale alla gola un poco di commozione nel pensare, in questo ipotetico futuro, al destino dei profitti di tutti i fabbricanti di contenitori ed involucri, ed alla prospettiva di dover cambiare lavoro dei loro dipendenti.
Niente e nessuno ci aiutano oggi a capire quanto in realtà si paghino le comodità a cui ci siamo abituati: non una vera tassa ambientale, non un balzello sugli involucri, sulla CO2 prodotta, sulla distanza percorsa dalle merci, non una risonanza istituzionale ai valori della parsimonia. Solo consumo e spreco. Ma perché non diamo ascolto al Papa su queste cose, invece di tirarlo per le vesti continuamente al solo fine di guadagnare facili consensi ? Se non sbaglio è rimasta forse la più autorevole voce, nel mondo, contro il cosiddetto consumismo.

L'ambiente e l'attenzione allo spreco sono concetti vissuti perlopiù come mode. Devono diventare un modo di improntare la vita di ciascuno di noi.
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