martedì 17 giugno 2008

Robin Hood o principe Giovanni

Faccio fatica a capire quanto sta accadendo in queste ultime ore in parlamento. In mezzo al decreto sulla sicurezza, quello per intenderci che dovrebbe togliere la microcriminalità dalle nostre strade e rendere più sicure le nostre vite, viene inserito un emendamento che pare invece serva al Presidente del Consiglio per ritardare l'ultimo dei processi in cui gioca il ruolo di imputato.
Immediatamente il teatrino politico si accende di toni coloriti e tratti marcatamente decisi; di colpo ci si spantana da quella sorta di melassa che ha fino ad oggi avvolto le idi dell'attuale legislatura. Parrebbe che il principale leader della coalizione avversa al Presidente del Consiglio si sia improvvisamente accorto di essere all'opposizione ed abbia per un paio di giorni alzato la voce.

Ancora una volta non mi piace affatto l'incoerenza e la furberia spicciola di una classe dirigente che ci blandisce con spiegazioni che non convincerebbero un bimbo di tre anni. Nessuno ci venga a dire, per favore, che la norma del rinvio dei processi per reati meno gravi è una norma a garanzia dei cittadini italiani, né che essa è coerente in senso assoluto con il programma di governo sulla sicurezza. Essa è chiaramente una norma salva-Berlusconi e male fanno i servi del Presidente a smentirlo. Inoltre, posto che la percezione sulla sicurezza è legata proprio ai reati cosiddetti minori ma di grande impatto sociale, questa norma va nella direzione opposta a quella stabilita dalla logica complessiva del decreto.

Ancora una volta emerge una sapiente regia di Berlusconi che riesce anche a smentire di fatto i suoi fedeli servitori, attaccando con coraggio e nell'ambito dei suoi diritti di cittadino (questa volta si) il giudice del suo processo, mediante atto di ricusazione. Sinceramente nelle motivazioni del Presidente, se confermate, vi sono molti e gravi motivi di preoccupazione.

Infine direi che Berlusconi ha certamente la forza, datagli dai suoi numerosissimi elettori, di imporre una norma salva alte cariche dello stato, del tutto legittima se legata ad un giusto rinvio dei procedimenti e non ad un colpo di spugna. Tale norma potrebbe anche essere anticipata da un provvedimento di urgenza come un decreto legge, alla faccia di tutti i benpensanti del Palazzo che così si scandalizzano solo per quanto avviene nell'orto del vicino.

Gli italiani hanno scelto Berlusconi ben sapendo quali siano i suoi problemi con la Giustizia, perché hanno visto in lui la persona capace di dare risposta ai loro problemi. Il Presidente dovrebbe anche per questo dare maggior credito all'intelligenza del popolo italiano, dicendo onestamente i motivi per i quali prende le sue decisioni, senza cadere nella tentazione di abbindolare i suoi connazionali dicendo che fa questa o quella cosa proprio per loro.

A noi interessano il lavoro, la scuola, la semplificazione amministrativa, la giustizia, la sicurezza, il rispetto della dignità di tutti: non ci menate sempre per il naso, per favore !

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli