venerdì 6 giugno 2008

Zona grigia: il Presidente, i rifiuti, i nordisti e la Campania

In queste ore il teatrino della politica sta rappresentando un pezzo di sicuro interesse: un piccolo scontro, subito rientrato, quasi un battibecco, tra il Presidente Napolitano e parte della Lega. Lo spunto viene dal discorso che Napolitano ha tenuto il quattro giugno alla cerimonia di titolazione a Giancarlo Siani di un'aula multimediale all'Università' Suor Orsola Benincasa. Passare da Siani, coraggioso giornalista, precursore in un certo senso di Saviano e ucciso dalla camorra, ai traffici illeciti di quest'ultima è stato naturale.
Il Presidente (LINK: discorso del Presidente) ha parlato di "una battaglia non solo per la sicurezza, ma per il lavoro, per una vita e un futuro migliore, ...... che si combatte fronteggiando il crimine organizzato, realtà grave e pesante in diverse regioni del Mezzogiorno, che conosce a Napoli e in Campania una delle sue più perverse e micidiali incarnazioni". Napolitano ha parlato del coraggio di quanti combattono la camorra, di mobilitazione civile, di senso civico e di moralità rendendo omaggio alla sagacia investigativa della magistratura. Ha detto quindi che "l'impegno a colpire la camorra sta giungendo al nodo del traffico dei rifiuti tossici, in gran parte provenienti dal Nord - ne sia consapevole l'opinione pubblica delle regioni settentrionali - del traffico illegale infame delle discariche abusive sul territorio campano, non denunciate e fronteggiate negli scorsi anni al livello locale come sarebbe stato sacrosanto fare".

Non so se Napolitano scherzasse lodando la magistratura ma è certo che alla fine del discorso ha pronunciato l'intenzione di spendersi personalmente presso il Consiglio superiore della stessa per ottenere risorse e mezzi, dicendosi certo che i magistrati daranno il loro responsabile contributo alla migliore definizione delle misure urgenti. Forse come a dire: "Fino ad ora avete dormito ma da oggi tutti in riga e pedalare".

Nel discorso colpisce come il Presidente non ascriva nessuna colpa o grave responsabilità alla classe politica se non a quella locale: non colpe ma semplici mancanze.

Sembra strano come alla fine di tutto, quello che risulta parzialmente stonato in un discorso sostanzialmente equilibrato, sia l'ammonimento all'opinione pubblica delle regioni settentrionali di rendersi consapevole che i rifiuti tossici che hanno appestato la Campania venivano dal nord. Di qui il risentimento della Lega, forse troppo permalosa quando si toccano certe corde. (LINK ad articolo stampa).

Sinceramente credo che il fatto che ha portato la regione del Presidente ad essere la discarica abusiva del nord, riguarda solamente la Campania. Quando alcuni industriali disonesti del nord hanno cercato di smaltire i loro rifiuti tossici, hanno probabilmente trovato occhi aperti e cittadini vigili altrove. La scelta campana deriva dalla natura del tessuto sociale e politico di quella regione e non dalla disattenzione dei cittadini "nordisti" (a me piace di più "nordici"). Perché non sono riusciti a smaltire le loro porcherie in Slovenia o in Piemonte od ancora in Sicilia ? Se poi si vedono anche con chiarezza i collegamenti tra la camorra e l'attuale crisi dei rifiuti, non c'è nulla che la gente del nord possa fare se non scuotere la testa o dare l'esempio di una migliore gestione locale degli enti e della giustizia.
Amo la Napoli vera, quella che parla di coraggio, di sentimento e quella che rimane l'ultima frontiera delle scuole di filosofia, rifugio di avanguardie culturali e simbolo di profonda umanità, soffocata da un morbo sociale che la umilia. La massa dei magistrati campani (alcuni dobbiamo non solo salvarli ma elogiarli) saranno certamente "sagaci investigatori" ma mi chiedo dove saremmo oggi se "Mani pulite" avesse dovuto sbocciare a Napoli.

Tirando le somme, sono sinceramente grato all'Italia per aver espresso questo Presidente pacato, colto ed esperto politico. Con il cuore dei miei passati vent'anni però mi immagino il Presidente della Repubblica come una sorta di super eroe dalle sembianze del grande Sandro Pertini. Lo immagino a Napoli dove avrebbe potuto dire: "E allora, cari Italiani, la situazione è grave, drammatica. Qui nessuno, da molti anni, ha avuto a cuore davvero il proprio dovere ed i pochi che nuotavano contro corrente, animati dal senso di giustizia, sono stati spesso sconfitti. La politica nazionale ha coperto con i lunghi ritardi delle leggi contro i reati ambientali, i traffici illegali della camorra. La politica locale si è scordata di tutelare il territorio ed i cittadini. Qui un'alleanza perversa di malaffare, camorra, uomini e partiti ha mortificato da sempre le aspirazioni della gente e sopratutto dei giovani, nevvero, di avere un futuro libero ed un lavoro. Cosa ci stanno a fare il Presidente della Regione ed i sindaci al loro posto oggi ? Cosa ci stanno a fare quei magistrati che cavillano sulle leggi senza coglierne il senso squisitamente di servizio per il popolo e per la libertà ? Perdinci, ho letto il libro Gomorra e penso dovrebbero distribuirlo nelle scuole italiane. Ho il cuore che sanguina per quei giovani che a Napoli amano la loro terra per quanto è bella mentre per altri versi devono odiarla per quanto è avvelenata. La battaglia per Napoli e per la Campania è la battaglia di tutta l'Italia contro le forze prepotenti della corruzione. Che nessuno si esoneri dal dare un suo utile contributo. Che da oggi tremino quelli che devono fare e che non fanno."

Ma questo è solo un sogno. Tutti i Presidenti italiani di oggi sono pacati ed attempati attori del sempre aperto teatrino della politica. Se non altro sono buoni a darci di tanto in tanto qualche polemichetta che ci faccia dividere in pro e contro per qualche sciocchezza, mai per fatti reali o scelte concrete.

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli