Oggi con circa il 47% di voti alla coalizione di Berlusconi, contro il 38% a quella di Veltroni, il Paese si avvia ad avere una stabilità di governo che può durare per i cinque anni della legislatura. Il risultato più interessante però è quello della scomparsa della pletora di partitini, scampoli di un passato finito e specchietto per i nostalgici. Questi partitini escono dal Parlamento e pagano agli italiani il conto di un atteggiamento ricattatorio e di una loro sopravvalutazione nelle ultime elezioni. Nel post "La rappresentanza in parlamento: i partitini" del 27 gennaio 2008, mostravo la composizione dei Gruppi parlamentari, in grande maggioranza composti da partiti al di sotto del 4%. Ricordiamoci che l'attuale governo Prodi è caduto per l'uscita di un partito che pesava solo il 2%.
Domani il panorama politico sarà forse più monotono ma certamente più chiaro e serio. Ci saranno risparmiate le chiacchiere oziose di rappresentanti politici che alzavano barriere e facevano battaglie con un consenso elettorale quasi inesistente. La scelta coraggiosa del Partito Democratico e del Popolo della Libertà di correre da soli ha dato all'Italia quanto essa si aspettava dal referendum.
Vedremo solo 4 o cinque gruppi parlamentari di cui due molto grandi. Adesso a Berlusconi il Governo del Paese, in un clima rasserenato. Al Partito Democratico l'onere di una opposizione matura e responsabile ma anche il tempo di recuperare quel processo di creazione delle sue strutture interne che la fretta di queste elezioni ha reso poco coerente con il suo stesso nome. Per quest'ultimo forse le elezioni da perdere non erano queste ma quelle del 2006, per vincere quelle del 2008 con un PD più forte. Veltroni ed il suo "affrettato" PD sono stati alla luce dei fatti "la cosa giusta al momento sbagliato". Tanto di cappello all'acume politico di Silvio Berlusconi che si dimostra abilissimo giocatore di scacchi, capace di prevedere le mosse dei suoi avversari con molte mosse di anticipo.
In tutto questo una buona notizia per il popolo del Centro-sinistra: alle prossime elezioni, presumibilmente nel 2013, a vincere non sarà di certo Berlusconi. A quell'epoca avrà trovato certamente di meglio da fare. Se non si riesce a vincere sul campo e nel confronto delle idee, si può sempre vincere per raggiunti limiti di età dell'avversario.
Edoardo Capulli

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli