tenendoli per mano, forse è davvero quello che siamo. Certo che tanto svegli non dobbiamo esserlo se pensiamo al paese che ci troviamo sotto gli occhi. Dove eravamo mentre ci scippavano la dignità, mortificavano le nostre migliori qualità ed abusavano della nostra buona fede ? Tutti noi, singolarmente, abbiamo mai protestato quando ci portavano via una della scuole migliori del mondo sostituendola con quella squallida dove mandiamo i nostri figli ? Abbiamo mai preteso di avere ospedali efficienti e rispetto per la nostra dignità di cittadini ? Ci siamo mai fatti sentire per lo scippo di una giustizia che oggi è capace solamente di incarcerare qualche poveraccio e che lascia a spasso i mafiosi, i corrotti e la feccia vera del paese ? La verità è che siamo un popolo capace di urlare solo in mezzo alla folla, meglio se allo stadio.Troppo facile, troppo snob. Sa di roba vecchia ma non troppo, dato che se andiamo un po più indietro nel tempo troviamo giovani che hanno buttato via i loro vent'anni sotto le bombe e le mitragliate dei nazifascisti. Io non me la sento di dirgli: "bravi fessi, chi ve lo ha fatto fare ?". Ma dove è finita la fantasia italiana: non riusciamo proprio a trovare un modo diverso di protestare ? Sono stato tentato anch'io dall'idea del non voto ma poi ho capito di dover dare coerenza al mio impegno civile. Quindi voterò, forse male ma certamente non malissimo e starò li pronto a lanciare un urlo costruttivo per tutte le cose che non mi vanno. Lo farò dal mio blog sull'impegno civile (lexcivilis) e cercando forme concrete ma mature, responsabili ed attive. Ecco la mia piccola esperienza, offerta come spunto di riflessione, senza presunzione. EC
disegno di Caterina, Poggio Mirteto (RI) - Italy

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dal Blog LEXCIVILIS di Edoardo Capulli