mercoledì 12 marzo 2008

AudioPost ed AudioBlog una novità di Lexcivilis !

Negli ultimi due giorni ho introdotto una innovazione ai post di Lexcivilis Blog: gli streaming audio. La parte principale e discorsiva dei post, potrà essere d'ora in avanti ascoltata direttamente, senza bisogno di leggerla. Il Blog diventa quasi una sorta di radio, da ascoltare mentre si rimane intenti a fare altre cose.
Facile avvalersi di questa novità: alla fine del post appaiono due piccole iconcine, il classico triangolino dei player, per ascoltare lo streaming, ed un piccolo altoparlante per scaricare il file mp3. Cliccando sul triangolino si attiva un controllo audio automatico che genera una playlist contenente tutti gli streaming presenti sulla pagina che verranno riprodotti in sequenza. La voce non è la mia ma quella del mio fedele sintetizzatore vocale, forse leggermente meccanica ma perfettamente comprensibile.
Con questa innovazione i post diventano AudioPost (l'elenco lo trovate nell'indice del Blog a lato) ed il Blog il primo AudioBlog che almeno io abbia mai visto ! Siamo i primi in Italia o nel mondo ?
Un Saluto

Edoardo Capulli

Elezioni 2008: i programmi elettorali sull'istruzione (UDC)

Quarto ed ultimo appuntamento con l'analisi dei programmi sull'Istruzione dei principali schieramenti politici che si affrontano per le prossime elezioni di aprile. Vediamo quanto viene detto da Casini in relazione alla Scuola, all'Università e Ricerca ed alla Formazione. Nei precedenti post ho parlato dei programmi di Veltroni, di Berlusconi e di Bertinotti. Il lavoro di analisi prende come dato di partenza i programmi presentati dai partiti e scaricabili andando a vedere il mio post del 2 marzo scorso, dal titolo "I programmi a confronto".


A sinistra il programma ed a destra le mie fallibili valutazioni

Scuola E' assurdo parlare di programma. Non c'è una visione analitica della Scuola ma solo un tentativo di fare contente quelle gerarchie ecclesiastiche che solitamente si commuovono molto al sentir parlare di contributi. Programma settario e poco democratico.
Maggiori investimenti nella scuola pubblica. Si liquida sbrigativamente il problema senza considerare che abbiamo la peggiore scuola d'Europa. Sembra quasi che questo punto sia buttato qua solo per poter dare forza a quello successivo, forse unico interesse degli sponsor del candidato.
“Buono scuola” per la libertà d’educazione: contributo alle spese della retta per i figli che frequentano scuole paritarie. Punto molto caro al Vaticano e perdippiù trattato con una vera punta di sentimentalismo, quendo si parla di contributo. Forse varrebbe la pena di proporre soluzioni meno pasticciate ridando dignità completa anche alle scuole private ma chiedendo in cambio quote di accesso anche per i meno abbienti.
Deduzione dal reddito delle spese (rette e mensa) per gli asili nido, le scuole materne e i libri scolastici. Una proposta concreta ma che rischia di non intaccare se non in minima parte il problema. Un impiegato della classe media (elettore tipo di Casini ?) sarebbe contento per poter risparmiare qualche centinaia di Euro; un operaio continuerebbe a non poter mandare i figli all'asilo.
Università: E' forse il programma che parla maggiormente di università. Tuttavia sembrano combinarsi una serie di proposte poco articolate ed un po vaghe: eccetto un paio che sembrano concrete e realizzabili. Sostanzialmente si vede un programma fatto da chi sa di coa stia parlando.
Aumento dei salari dei ricercatori e professori universitari. Bella mossa elettorale, si promettono aumenti e non si chiede niente in cambio: esultate gente la DC è tornata.
Aumentare il finanziamento pubblico alla ricerca fino ad almeno l’1.8% del Pil, evitando i finanziamenti a pioggia o destinati a progetti di scarso valore Punto ben formulato e del tutto condivisibile.
Designare un corpo qualificato di valutatori dei progetti, eventualmente integrato da esperti non italiani di riconosciuto valore. Ottimo, veramente.
Destinare una quota dei finanziamenti (10-15%) ai giovani ricercatori, con l’obiettivo di far emergere nuovi talenti. Rispetto ai punti simili dei programmi concorrenti, questa proposta ha un tocco di concretezza maggiore e pare ben formulata.
Riservare quote incentivanti di finanziamenti pubblici a gruppi di ricerca che si consorzino su progetti strategici. Punto molto poco chiaro e fumoso.
Detrazione e detassazione dell’investimento dei privati nella ricerca. Ottimo.
Maggiore coinvolgimento delle Fondazioni bancarie nei finanziamenti alle Università. E perché solo delle Fondazioni bancarie ?
Ridurre la frammentazione universitaria. Bloccare l’istituzione di nuovi atenei, ma potenziare le strutture esistenti avendo come modello i “campus universitari”. Intervento strutturale simile a quello del PD ma almeno nella sua formulazione maggiormente concreto. Individua sia l'esigenza che una possibile soluzione.
Responsabilizzare l’autonomia degli atenei attraverso meccanismi premianti e penalizzanti, collegati con parametri qualitativi delle prestazioni offerte, sia a livello di fondo ordinario di finanziamento che di stipendio del personale. Questo sembra essere un punto di una complessità realizzativa davvero molto grande. Poco concreto.
Borse di studio all’estero per studenti meritevoli, in aggiunta a quanto già previsto dalla normativa nazionale ed europea. Ottimo, anche se il problema per i nostri ragazzi non è trovare da fare all'estero ma in Italia.
Formazione: Anche qui manca del tutto l'accenno alla necessità della formazione continua per mantenete una reale competitività dei lavoratori. Solo un partito ha formulato proposte in tal senso inquadrandole nell'argomento dell'Istrizione.

Il prossimo post conterrà uno speciale sui titoli di studio dei candidati Presidente a confronto con tutti i predecessori e con i principali leader del mondo degli ultimi anni.

Edoardo Capulli

martedì 11 marzo 2008

Elezioni 2008: i programmi elettorali sull'istruzione (Sinistra Arcobaleno)

Terzo appuntamento con l'analisi dei programmi dei principali schieramenti politici che si affrontano per le prossime elezioni di aprile. Vediamo quanto viene detto da Bertinotti in relazione alla Scuola, all'Università e Ricerca ed alla Formazione. Nei precedenti post ho parlato dei programmi di Veltroni e di Berlusconi e nel prossimo parlerò di quello di Casini. Il lavoro di analisi prende come dato di partenza i programmi presentati dai partiti e scaricabili andando a vedere il mio post del 2 marzo scorso dal titolo "I programmi a confronto".

A sinistra il programma ed a destra le mie fallibili valutazioni
Scuola Una serie di obblighi dovrebbe far migliorare la peggiore tra le scuole di europa, perdippiù premiando i nostri meravigliosi insegnanti. Posto che sappiamo tutti che di bravi ve ne sono davvero manca del tutto l'idea che sia proprio da questi che bisogna ripartire parlando di merito e non di incentivi a pioggia. Manca anche qui l'interazione con il mondo dei giovani e non si vedono interventi veramente e risolutivamente strutturali.
la generalizzazione della scuola dell’infanzia Mi sembra più una misura sociale che relativa all'argomento scuola. Tuttavia è evidentemente molto buona l'intuizione di voler anticipare gli aspetti formativi generalizzandoli su tutta la popolazione, fin dalla più giovane età. Buono
l’estensione del tempo pieno e prolungato Ancora un punto che sembra prendere lo spunto dal sociale più che dalle esigenze della formazione. Tuttavia si facilitano le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, agevolando di conseguenza la possibilità per i fliglio di accedere alla scuola.
l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni Temo che questo sia un punto poco sensato. Meglio lavorare sul fatto che i ragazzi vanno a scuola per scaldare i banchi e non sono animati dalla voglia di imparare. Si avverte una qualche superficialità su questa proposta.
la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore Guai ad inimicarsi la classe degli insegnanti. Ma da questo a definirli intellettuali, visto sempre lo stato dell'istruzione in Italia, ce ne corre. Assieme alla carota manca sempre il bastone. Non sono severo e so di cosa parlo avendo fatto l'insegnante per due anni.
Università: Un solo buono spunto sulle borse di studio poi una serie di ovvietà perdippiù prive di concretezza, laddove non si spende una parola sull'efficienza del sistema universitario. Qui sembra sia lo Stato che possa risolvere tutto da solo a botte di fondi ed assunzioni: il mondo delle favole è duro a svegliarsi.
aumentare l’investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE Si sente aria di economia pianificata … Il problema dell'efficienza del sistema universitario viene ridotto ad una semplice questione di fondi. Bene l'attenzione ad analisi comparative con i paese OCSE ma non deve mancare la ricerca di efficienza e merito.
estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio Mi sembra una misura molto concreta ed al passo con i tempi. Si parla tanto dell'alto costo della vita e di come abbassare il costo della spesa e poi si danno le Borse di studio a chi in teoria dovrebbe essere morto di fame da un paio di anni. Una proposta concerta e seria.
rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l’anno per i prossimi 5 anni Ecco di nuovo l'aria di economia pianificata. Aggiungere componenti e mezzi ad un sistema senza chiedere una miglioramento misurabile della sua efficacia è assurdo ed inutile.
Formazione: Suona strano che in una lista in cui si fa del ridare dignità al lavoro il punto principale, ci si scordi della formazione continua per ridare competitività alle persone a rischi di disoccupazione. Questa assenza da un tocco di superficialità che pesa molto, come nel caso del PDL.

Dopo il prossimo post sull'argomento relativi all'unico candidato rimasto (tra i quattro selezionati), uno speciale sui titoli di studio dei candidati Presidente a confronto con tutti i predecessori e con i principali leader del mondo degli ultimi anni.

Edoardo Capulli

lunedì 10 marzo 2008

Elezioni 2008: i programmi elettorali sull'istruzione (il PDL)

Prosegue con quello di Berlusconi l'analisi dei programmi dei principali schieramenti politici che si affrontano per le prossime elezioni di aprile. Vediamo ancora quanto viene detto in relazione alla Scuola, all'Università e Ricerca ed alla Formazione. Nel precedente post ho parlato del programma di Veltroni e nei prossimi parlerò di quelli di Casini e Bertinotti. Il lavoro di analisi prende come dato di partenza i programmi presentati dai partiti e scaricabili andando a vedere il mio post del 2 marzo scorso dal titolo "I programmi a confronto".

Scuola

Programma molto semplicistico che da l'impressione di essere scritto da chi "sa tutto lui". Manca il dialogo con i giovani, manca di concretezza anche se pone il problema del diritto allo studio in termini più concreti di quello del PD.
ripresa nella scuola, per alunni e insegnanti, delle “3 i”: inglese, impresa, informatica Se si vuole parlare di collegamento con il mondo del lavoro allora è cosa buona. Mi sembra riduttivo parlare genericamente di "impresa".
difesa del nostro patrimonio linguistico, delle nostre tradizioni e delle nostre culture anche per favorire l’integrazione degli stranieri Punto probabilmente fuori posto ma certamente sentito come di richiamo per le "allodole" tanto care a tutti i partiti.
commisurazione degli aumenti retributivi a criteri meritocratici con riconoscimenti agli insegnanti più preparati e più impegnati Come nel programma del PD, ci sono carote dolcissime, senza dover temere alcun bastone.
attuazione per la prima volta in Italia del disposto dell’articolo 34 della Costituzione: “I capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi” Ottimo.

Università

Anche qui si da l'impressione di avere tutte le soluzioni in tasca. Tuttavia cambiamenti come quelli proposti si fanno solo se si eccelle in concertazione. Anche il PDL come prima il PD non sembrano accorgersi che occorre aumentare sia il numero che la qualità dei laureati.
libera, graduale e progressiva trasformazione delle Università in Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della società civile e delle imprese, garantendo a tutti il diritto allo studio Intervento strutturale forse troppo drastico. Non dimentichiamo che le università esistono da centinaia di anni e che le trasformazioni devono essere gestite in una clima di confronto e dialogo e non con lo spirito di chi è sicuro di avere in tasca la soluzione giusta. Buoni però i fini.
rafforzamento della competizione tra atenei, premiando qualità e risultati Ottimo.
promozione delle “cittadelle della cultura e della ricerca”, con il concorso del pubblico e dei privati, per lo studio delle eccellenze italiane e lo sviluppo di piani e strategie per la valorizzazione delle produzioni tradizionali Molto fumoso e dal sapore demagogico.
realizzazione dei “Fondi dei fondi”per finanziare gli investimenti in ricerca sul modello di quanto realizzato in Francia Anche qui si parte con la soluzione, senza l'umiltà di verificarne altre. Ad esempio si propone il modello francese ma si trascura quello statunitense che ha portato il più alto numero di Nobel al suo paese. Mi sembra una soluzione presa con troppa faciloneria.
inserimento graduale e progressivo della detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica Tanta cautela sembra fuori luogo: detassiamo subito.

Formazione

Qui il programma brilla per la totale assenza delle proposte. In nessun punto si trova un accenno alla Formazione post studi. Probabilmente il trovare il modo di reinventarsi un futuro a 50 anni è un problema dei lavoratori.

Dopo i due post sull'argomento relativi agli altri due candidati rimasti, uno speciale sui titoli di studio dei candidati Presidente a confronto con tutti i predecessori e con i principali leader del mondo degli ultimi anni.

Edoardo Capulli

domenica 9 marzo 2008

Elezioni 2008: i programmi elettorali sull'istruzione (il PD)

L'analisi dei programmi dei principali schieramenti politici che si affrontano per le prossime elezioni di aprile comincia con quanto viene detto dai singoli candidati in relazione alla Scuola, all'Università e Ricerca ed alla Formazione. Oggi pubblico quanto presente nel programma del candidato Veltroni e nei prossimi post i contenuti analoghi presentati da Berlusconi, Casini e Bertinotti. Il lavoro di analisi prende come dato di partenza i programmi presentati dai partiti e scaricabili andando a vedere il mio post del 2 marzo scorso dal titolo "I programmi a confronto".

Programma Scuola, Università e Ricerca e Formazione di Walter Veltroni

A sinistra il programma ed a destra le mie fallibili valutazioni
Scuola: Si vede la mano di chi conosce almeno i numeri della Scuola. Si tocca il problema del merito ma solo in termini premianti per i docenti. Per questi c'è la carota ma manca il bastone. Una spruzzata di demagogia spicciola con trovate furbesche come le scuole "belle" e i "100 campus". Non si parla di partecipazione dei giovani, non si parla di divario nord-sud, come pure di collegamento con il modo produttivo alle superiori. L'orientamento è assente. Sostanzialmente un programma distante dalla Scuola ma con qualche proposta buona.
• Portare al diploma l’85% dei nostri ragazzi Sembra strano ma un'occhiata al sito ISTAT ci fa capire che con il 76,3% dei 19enni diplomati siamo effettivamente molto al di sotto di questo "traguardo". Almeno sul diploma le femmine battono i maschi: a 19 anni le diplomate sono l'80,5% contro il 72,3% dei maschi.
• Più autonomia Se si vuole dire che i professori possono fare (retribuiti) le loro dispense, sollevando le famiglie dall'obbligo dell'acquisto dei libri, sono contento. Così come lo sarei vedendo una vera autonomia che permetta di scegliere tra scuole diverse.
• Investire sugli insegnanti premiandone la loro carriera professionale il merito è l’impegno Un fatto è che in Italia abbiamo uno dei peggiori livelli di preparazione degli studenti: viene da chiedersi quale sia il premio che dovremmo dare agli insegnanti. Spero solo che si voglia dire valutazione e meritocrazia da imporre con ferma determinazione agli insegnanti.
• Più ore di matematica Va bene l'inglese ma non scordiamoci l'informatica, concetti di economia, le scienze e la storia degli ultimi anni.
• Sperimentare l’insegnamento in inglese di una materia curriculare Ottimo.
• Fare delle scuole gli edifici più belli di ogni quartiere Bravo chi ci crede.
• 100 nuovi “campus della scuola dell’obbligo” pronti entro il 2010 Numero magico il "100", come pure il "2010". Argomento e proposta serie, rovinate probabilmente da qualche esperto di marketing autodidatta.
• Educazione allo sport dalle elementari Chiacchere. Lo sport si fa, costruendo e gestendo bene gli impianti sportivi.
Università: Su questo punto si vede una distanza tra la percezione dei problemi e la realtà anche se non mancano elementi di interesse. Si propongono interventi strutturali ed organizzativi ma manca sempre il collegamento con il mondo produttivo e con la formazione a distanza. La proposta dei "1000" ricercatori sembra una trovata pubblicitaria a buon mercato.
• Meno sedi, più specializzate Intervento strutturale concreto che contrasta bene l'esplosione delle "univeritaruccie" nate come funghi negli ultimi anni.
• Più autonomia, per valutare i risultati e assegnare i fondi (almeno il 30%) tramite valutazione dell’Agenzia Nazionale Bene assegnare i fondi sulla base dei risultati, valutati da un arbitro esterno.
• Internazionalizziamo le nostre università per superare le chiusure baronali e puntare sull’eccellenza Punto molto fumoso e con qualche sapore di demagogia.
• Borse di studio spendibili in qualsiasi università Ottimo.
• Erasmus davvero accessibile per tutti Probabilmente mancano gli argomenti e quindi si mette in pentola questo punto che sembra puramente amministrativo: ma se Erasmus funziona male, non serve scomodare un programma elettorale per farlo ripartire !
• Garantire a 1000 giovani ricercatori ad alto potenziale di lavorare “liberi” attorno alle loro idee L'evocazione dei numeri magici come questo "1000" da un tono da "specchietto per le allodole" ad una buona proposta: perché non 1200, o 980 o 2600 ?
Formazione: Qui si marca la differenza con gli altri programmi che trascurano questo elemento. E' invece molto importante capire che oggi lo studio non finisce con la scuola o l'università ma deve continuare con la formazione professionale continua, unica difesa contro la perdita di lavoro a 50 anni. Bene.
Formazione permanente: garantire la continuità dell’occupazione facendo della formazione permanente un nuovo diritto di cittadinanza, con la tutela del reddito in caso di disoccupazione e con un sistema efficiente di servizi per il reimpiego Ottimo.

Nei prossimi post i programmi dei concorrenti di Veltroni sugli stessi argomenti e poi, prima di affrontare altri temi, uno speciale sui titoli di studio dei candidati Presidente a confronto con tutti i predecessori e con i principali leader del mondo degli ultimi anni.

Edoardo Capulli

domenica 2 marzo 2008

I programmi a confronto

Comincio lo sforzo di cercare nei programmi di governo proposti, gli elementi che mi porteranno a fare una scelta non di "campo" ma di "merito" valutando, a fianco della fiducia che mi ispirano i candidati, le loro proposte. Parto oggi dalla pubblicazione dei programmi nella loro forma più semplice messa sui vari siti ufficiali. Si tratta di sintesi di presentazioni, messe spesso in formato PDF facilmente scaricabili da internet, o pagine web.
Ecco quindi i collegamenti ai programmi delle quattro principali coalizioni politiche che corrono con il proprio simbolo alle elezioni:

per il candidato Premier Walter Veltroni
PD - Programma del Partito Democratico e IDV - Programma dell'Italia dei Valori

per il candidato Premier Silvio Berlusconi
PDL - Programma del Popolo delle Libertà

per il candidato Premier di Pier Ferdinando Casini
UDC - Programma del Partito dell'Unione Democratico Cristiana

per il candidato Premier Fausto Bertinotti
SA - Programma della lista Sinistra Arcobaleno

Conto di riuscire a fare delle schede di lettura comparata su alcuni argomenti strategici come ad esempio la Scuola e la Formazione, la Giustizia, la Democrazia, il Lavoro, l'Economia da sottoporre ai lettori di questo Blog. Buona lettura

Edoardo Capulli

martedì 19 febbraio 2008

Bipartitismo, vediamolo su internet !

Tema centrale della campagna elettorale è l'emergere di due soggetti forti, due partiti o quasipartiti tra i quali dovrebbero dividersi i voti della maggioranza degli italiani. In tempi in cui è vero solo ciò che si vede in televisione, è questa l'immagine offerta dell'emergere del Partito Democratico e del Partito Il Popolo della Libertà. Scena ripresa anche dalla carta stampata e ribadita dalle numerose trasmissioni radiofoniche. E su internet, è così ? Ecco cosa appare oggi a chi cerca la voce ufficiale di questi due partiti sul web.

il Web del Partito Democratico
Cercando su Google "partito democratico", in pole position appare il link a www.partitodemocratico.it, sito ufficiale del partito guidato da Walter Veltroni. Al NIC, registro dei domini internet italiani, il dominio appare registrato il 22 dicembre 2003, l'amministratore del sito risulta essere l'Avv. Stefano Aterno, penalista con studio a Roma mentre il gestore tecnico dei server sembra essere la società Callipigia S.r.l. di Bologna. In buona evidenza il simbolo e lo slogan, mentre viene seguita la regola aurea di non fare pubblicità gratuita ai concorrenti, citandoli nella home page: le parole "Berlusconi", "Fini", "Forza Italia", "Popolo" o "Casa", "Libertà", non compaiono, come pure le relative foto. A parte la pagina iniziale di presentazione, la figura di Veltroni, appare sono in piccole foto, su ampi sfondi e spesso insieme a gruppi di persone. Sostanzialmente un sito poco Veltronicentrico che sembra offrire molto spazio per la partecipazione: peccato che molte sezioni tardino ancora ad essere pienamente funzionanti.

il Web del Partito del Popolo della Libertà
Qui la faccenda si complica parecchio: cercando "il popolo della libertà" su Google appare una serie di siti:
www.ilpopolodellaliberta.it
www.popolodellaliberta.it
www.forzaitalia.it
Il primo si qualifica come "il sito ufficiale", è stato registrato il 20 marzo 2007 da Michela Brambilla che lo amministra sui server della Technical Services di Bergamo. All'interno campeggia il simbolone della lista ufficiale attorniato dai simboli di Forza Italia, de La TV della Libertà, del Circolo della Libertà e de Il giornale della Libertà. Le foto sono tutte di Berlusconi, una sola mostra la Brambilla. Qui il marketing vacilla dato che il secondo nome di un politico che compare dopo quello dell'inossidabile cavaliere è quello di Walter Veltroni. Chiaramente per par-condicio si cita anche Pier Ferdinando Casini, mentre evidentemente Gianfranco Fini e la sua Alleanza Nazionale non guadagnano il posto sulla home page.

Il secondo si presenta come la "community del popolo del centro destra", è stato registrato il 6 dicembre 2006 da Enry Donato Di Giacomo (amministratore della International Media Services snc di Venosa) che lo amministra sui server di Aruba. Qui il simbolo del partito compare in formato medio mentre Berlusconi viene citato tre volte, una in meno di Casini. Veltroni non poteva mancare anche se solo con una citazione, mentre Fini si conferma poco presenzialista, risultando assente, con il suo (ex)partito.

Il terzo è noto ma qualche confusione riesce a crearla: è il vecchio sito di Forza Italia dove appena aperto appare la scritta VOTABERLUSCONI.IT. le tante copie del simbolo del partito de "il Popolo della Libertà" sono tutte rigorosamente più piccole delle foto del Cavaliere. La sorpresa è la data di registrazione: 26 aprile 2005. Registrato a nome dell'Associazione Movimento Politico Forza Italia, il dominio è amministrato dal deputato Antonio Palmieri ed ospitato sui server di Albacom. Il nome del politico più citato nelle parti testuali ? Veltroni ! L'ex sindaco sale sul podio con tre citazioni ed una foto, seguito da Berlusconi con due citazioni (a parte la frase votaberlusconi.it, ripetuta) e due foto (ne compare una terza ma piccolissima). Casini marca una presenza mentre chiedo un minuto di silenzio per Gianfranco Fini che evidentemente non è stato invitato.

E proprio in omaggio a Fini, grande assente fino ad ora, ho voluto dare uno sguardo al sito di Alleanza Nazionale www.alleanzanazionale.it registrato nel lontano 11 febbraio del 2000 dal partito ed amministrato dal poco presenzialista (sul web) Fini, sui server della Genesys Informatica srl. Gigantografia di Fini, alla faccia di chi non lo vuole sulla propria home page, nastro tricolore e simbolo di A.N.. Poi, più in basso il simbolo de "Il Popolo della Libertà". Finalmente ben 18 citazioni del nome di Fini, oltre a tre foto. Senza rancori, viene citato una volta il nome dell'amico Berlusconi e per cinque volte quello dell'immancabile Veltroni.

Edoardo Capulli

lunedì 18 febbraio 2008

Consultazione on-line dei cittadini: su www.governo.it

Nella sezione "In primo piano" del sito del governo appare la nuova consultazione on-line dei cittadini italiani (LINK alla consultazione). Siamo tutti invitati a partecipare esponendo quelli che riteniamo siano i principali problemi del paese e le possibili soluzioni. La consultazione sarà sul web fino al 10 marzo 2008. Fare la cosa giusta quando è evidentemente troppo tardi è il vero sport nazionale. Ancora una volta si avvia una bella iniziativa senza dire quale sarà l'uso che se ne farà. Evidentemente si pensa che siamo un popolo di stupidi e che basti farci vedere che si tiene conto delle nostre idee per farci contenti. Il bar delle chiacchiere sotto casa, replicato in una sorta di "second-life" sul sito del Governo. Per favore, ci si dica, impegnandosi, quale esattamente sarà l'uso di queste informazioni raccolte. Ci si dica ad esempio che troveremo, fino all'insediamento del nuovo Governo, una statistica sul numero delle segnalazioni e sugli argomenti e le strategie proposti. Ci si dica che un notaio garantirà che non ci sia una selezione "di comodo" delle proposte dei cittadini. Ci si tratti come se fossimo un popolo di gente seria e capace.
Nel sito si dice che le proposte saranno utilizzate "al fine di elaborare il prossimo Piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione". Ma non è un Governo in carica solo per il disbrigo degli affari correnti ?
Forse questi dati saranno trasmessi giornalmente a tutti i candidati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ? Forse solo ad alcuni ? Forse si tratta di un'iniziativa destinata a cadere nel nulla ?
Lamento solo la mancanza di riguardo causata dall'assenza di informazioni. Credo che il Presidente Romano Prodi, persona veramente seria alla quale dobbiamo tutti della gratitudine, abbia l'intenzione di dare evidenza dei risultati di questa consultazione ed allora gli dico: "Presidente, ci dia subito un esempio di chiarezza, ci tratti da persone adulte, da cittadini e non da popolino". Lo dico con vero rispetto, perdoni ma di questi tempi siamo tutti un po permalosi e scontenti.

Edoardo Capulli

domenica 17 febbraio 2008

Il Regolamento della Camera dei deputati

Uno dei punti principali della discussione politica di questi ultimi frenetici giorni è la riforma dei regolamenti parlamentari. Il candidato del Partito Democratico Walter Veltroni, ha proposto di cambiarli prima delle elezioni. Dopo la sciagurata riforma del 1997, i parlamentari possono molto facilmente creare un Gruppo tutto loro, invece di aderire a quello della lista in cui sono stati eletti. Questo è possibile, in modo molto facile, anche ad insiemi di tre soli deputati. Il premio è l'avere una struttura logistica di supporto personale fatta di locali ed attrezzature ed accompagnata da generosi contributi. Ciascun Gruppo è chiamato a partecipare alle famose Commissioni permanenti ed alla Conferenza dei Capigruppo, che decide dei lavori dell'assemblea. Questo meccanismo incentiva il proliferare dei gruppi parlamentari a scapito dell'efficienza e della governabilità del paese. I Progetti di legge rimbalzano tra le commissioni, ostaggio dei Gruppi che volessero approfittare di questa opportunità per trarne vantaggio su altri fronti.

Potete farvi un'idea di cosa rappresentino i Gruppi dal link diretto al sito della Camera dei deputati.

Che vi sia la tendenza a formare nuovi gruppi risulta evidente dalla composizione comparata degli stessi dall'inizio della legislatura ad oggi (LINK sito Camera). Si vede come si sia passati da 15 a 19 Gruppi, anche se il problema appare sin dall'inizio dal momento che è noto che i candidati alla guida del Governo erano di fatto solamente due (LINK Mininterno): le innumerevoli forze in lista erano schierate dall'una o dall'altra parte (con poche eccezioni locali).

Volete una specie di dimostrazione del meccanismo forse troppo complicato che sta alla base delle Regole parlamentari ? Per non fare polemica ma essere costruttivo, ho scelto apposta un esempio non troppo negativo: la ratifica di un accordo di novembre 2006 tra Italia e Francia per adeguare la nostra trattazione IVA del pedaggio del traforo del Monte Bianco a quella di oltralpe. Trasmesso il Progetto di Legge il 19 luglio 2007 dal Senato alla Camera, il provvedimento diventa Legge abbastanza presto, il 27 settembre. Tuttavia per arrivare a questo sono serviti ben nove passaggi in otto commissioni ed in Aula. Tutti velocissimi in questo caso ma pensate cosa accade a disegni di Legge su argomenti più complessi. (LINK alla scheda lavori della Camera). Forse sarebbe ora di sbrigare le faccende più tecniche in altre sedi che a molti sembrerebbero più indicate.

LINK:
Sito della Camera dei deputati
Il Regolamento della Camera pagina web
Il Regolamento della Camera (pdf)

Edoardo Capulli

domenica 10 febbraio 2008

Ci vuole un altro passo, un'altra marcia. Farmer Market

Passo, marcia, allusioni prese dal gergo delle corse a piedi ed a motore. C'è una bella intuizione nella Finanziaria del 2007, al comma 1065 dell'Art. 1: la creazione di mercati agricoli dei produttori. Infatti se l'Euro ha bucato i portafogli degli italiani, la filiera della distribuzione e della vendita al dettaglio è stata così brava, da far guadagnare sempre meno i produttori, aumentando però i prezzi ai consumatori. A quanto pare non era solo la classe dirigente di confcommercio che sapeva fare bene gli affari propri, forse anche qualcuno della categoria eccelle nell'arte tutta italiana di arrangiarsi con furbizia.

Ecco il comma citato:
Legge n° 296 del 2006, Art. 1 comma 1065. Al fine di promuovere lo sviluppo dei mercati degli imprenditori agricoli a vendita diretta, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di natura non regolamentare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i requisiti uniformi e gli standard per la realizzazione di detti mercati, anche in riferimento alla partecipazione degli imprenditori agricoli, alle modalità di vendita e alla trasparenza dei prezzi, nonché le condizioni per poter beneficiare degli interventi previsti dalla legislazione in materia.

L'idea era ottima: creare mercati in cui i produttori agricoli vendano direttamente ai consumatori. Chiaramente per i dettagli si prevedeva un decreto di natura non regolamentare, del Ministro delle politiche agricole, da adottare entro marzo 2007. Si risolveva parte del problema del caro spesa con una strategia che in altri paesi, dagli Stati Uniti all'Europa, oltre che in alcuni limitati casi già visti in Italia, aveva portato ottimi risultati.

Da allora in avanti c'è di che rimanere allibiti. Nonostante un ministro del calibro del Professor Paolo De Castro, prodiano di lungo corso ed esperto di politiche agricole dal curriculum impressionante per il numero di incarichi prestigiosi, il famoso decreto non è uscito che il 20 novembre 2007. Un anno perso con la più assoluta indifferenza per le evidenti difficoltà in cui si dibattono le massaie italiane alle prese con ortaggi pagati a peso d'oro. Certo il ministro non sentirà mai di aver fatto una qualche figuraccia, dato che è assolutamente in buona compagnia: chi ha mai visto uno di questi pur richiestissimi decreti di natura non regolamentare, uscire prima di molti mesi di ritardo ? Si può dire che un po di tempo sia stato speso nei contatti con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome e che altro sia stato impiegato nel sentire le associazioni di categoria.
Ma possiamo dirci un pò delusi da ben otto mesi di ingiustificato ritardo ?
Io rimano allibito, vedendo prima un curriculum del ministro che inorgoglirebbe qualsiasi agricoltore italiano, ricco di incarichi accademici che ne farebbero sulla carta una persona capace e competente. Poi però vedo che una cosa così semplice ma di così grande presa per i cittadini, viene fatta tardi e perdippiù senza dare alla cosa alcun risalto. Infatti se andate sul sito del ministero vi sfido a trovare almeno la più piccola notizia che parli del decreto e delle possibilità che offre. Il curriculum del ministro lo trovate subito, basta un solo click: di questi tempi certo si capisce, deve trovarsi un lavoro.
Fine della polemica, lasciamo sbollire la delusione e la rabbia.

Il decreto (LINK al decreto) detta le linee guida per istituire i mercati. Il titolo è chiaro : Attuazione dell'articolo 1, comma 1065, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sui mercati riservati all'esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli. All'interno solo quattro articoli:
Art. 1. Mercati riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli;
Art. 2. Soggetti ammessi alla vendita nei mercati agricoli di vendita diretta;
Art. 3. Disciplina amministrativa dei mercati agricoli di vendita diretta;
Art. 4. Modalità di vendita dei prodotti agricoli.
Punti essenziali sono che i comuni istituiscono od autorizzano questi mercati, meglio conosciuti come Farmer market. Le richieste di autorizzazione complete, si intendono automaticamente accolte, se non vi è risposta dopo 60 giorni dalla presentazione. I mercati possono essere costituiti su area pubblica, in locali aperti al pubblico nonché su aree di proprietà privata. I produttori devono essere iscritti al registro delle imprese ed operare nel territorio della regione o dei comuni limitrofi. Sinceramente credo di aver visto molti pochi comuni che si siano adoperati per far emergere questa bella novità: forse sono tutti presi dalla lotta politica che divampa. Poche anche le informazioni su internet che si riescono a trovare, ve ne elenco alcune a titolo di esempio, utili per farvi una vostra opinione. Diamoci tutti da fare per stimolare le nostre amministrazioni a dare vita a questi mercati e ricordiamo ai nostri ministri di dormire di meno sugli allori, dato che li paghiamo per lavorare presto e bene.

LINK sui Farm Market:
Decreto 20 novembre 2007
Metropolis: Progetto Farm Market sulla costiera amalfitana
Il Maiale ubriaco: i Mercati della terra
Alice economia: Farmer Market
Farmer Market a Los Angeles
Help consumatori: Farmer markets
Madison Farmer Market
Wikipedia: Farmers' Market

Edoardo Capulli

martedì 5 febbraio 2008

Scioglimento delle Camere - Art. 88 della Costituzione

La vita della legislatura più breve della storia della Repubblica italiana si avvia al termine. Il comunicato di oggi della Presidenza della Repubblica ...

Palazzo del Quirinale, 5 febbraio 2008

Ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Senato della Repubblica senatore Franco Marini, alle ore 18,00 e il Presidente della Camera dei Deputati, onorevole Fausto Bertinotti, alle ore 19,00.


...non lascia spazio a dubbi. Per capire molto semplicemente il perchè ecco a voi il famoso articolo 88:

Art. 88.
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.

Ecco che quindi ci si avvia al voto quasi certamente ad Aprile. I Referendum in tal caso si faranno tra maggio e giugno del 2009. Adesso dobbiamo decidere bene come impiegare il nostro voto. Dovremo fare un grande sforzo di concretezza, cercare di crescere e diventare un popolo maturo. Al di la delle chiacchere, tutte certamente belle, dei candidati e dei partiti, dovremo saper misurare quanto realmente i leader in gioco si impegneranno nella semplificazione della macchina politica italiana. Dovremo usare il nostro voto per dare al leader che sceglieremo la possibilità e la responsabilità di scelte vere.
Da parte mia direi BASTA alle coalizioni: sono spesso, se non sempre, alleanze CONTRO. Voglio sperare che Veltroni sappia portare il maggior partito italiano, quello che sembra a moltissimi più fresco e nuovo, a correre da solo: sarà già questo un successo !
Dall'altra parte spero che i partiti del centrodestra sappiano recuperare almeno un po di credibilità dopo il dietrofront sfacciato fatto da molti leader che volevano i referendum od una legge elettorale subito.
Abbiamo bisogni di candidature forti e chiare. Altrimenti chissà, come in un celebre film di Bud Spender e Terence Hill, "ci arrabbiamo": vuol dire che forse non andremo a votare. Si vota per la Democrazia, non per sottoscrivere un' Oligarchia di fatto.

Edoardo Capulli

domenica 27 gennaio 2008

La rappresentanza in parlamento: i partitini

Vediamo di capirci: è giusto che un governo cada perché non cede al ricatto di un partito che pesa il 2% ? Quale è la soglia al di sotto della quale bisogna dire che in parlamento non si entra ? Non pretendo di avere la risposta ma un'occhiata al peso percentuale dei nostri gruppi parlamentari in questa XV legislatura può aiutare a capire il problema.Vogliamo fare il 5% ?

Edoardo Capulli